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Caso Scajola: Sacconi su scorta Biagi, ci fu tragica sottovalutazione

05 giugno 2014 | 21.10
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Ci fu "quantomeno una tragica sottovalutazione". Così il senatore dell'Ncd Maurizio Sacconi risponde ai cronisti che gli chiedevano, all'uscita dalla Procura di Bologna, se ci siano state a suo avviso delle omissioni circa la protezione del giuslavorista Marco Biagi ucciso nel 2002 dalle nuove Br.

Sacconi, che all'epoca dell'omicidio era sottosegretario del ministero del Lavoro per cui Biagi lavorava come consulente per le riforme, è infatti stato sentito per circa tre ore questo pomeriggio dai pm bolognesi che indagano contro ignoti sul nodo della mancata scorsa a Biagi nell'ambito di un'inchiesta che ipotizza il reato di omicidio per omissione. "Ho ricostruito il clima di quel tempo - ha detto Sacconi lasciando la Procura - la notorietà di una polemica intorno alla riforma del mercato del lavoro ed in particolare dell'articolo 18 dello Statuto del lavoratori e quanto, evidentemente, Marco Biagi, in quanto consulente mio e del ministro del lavoro, fosse esposto alla critica di coloro che non condividevano quell'impostazione".

"Ho ricordato gli episodi che hanno segnato questo crescendo polemico nei suoi confronti - ha aggiunto Sacconi - e nei confronti della politica di governo con riferimento al lavoro, a quel tempo". A chi gli chiedeva, in particolare, se avesse parlato del pericolo per Marco Biagi all'allora ministro dell'Interno, Claudio Scajola, Sacconi ha glissato la domanda specificando che "Ci sono aspetti specifici che rimangono negli atti".

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