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Caso Shalabayeva, avvicendamento per Cortese e Improta

16 ottobre 2020 | 11.07
LETTURA: 1 minuti

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha attivato la procedura amministrativa dell’istituto giuridico della disponibilità per i condannati

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(Fotogramma)
Roma, 16 ott. (Adnkronos)

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha attivato la procedura amministrativa dell’istituto giuridico della disponibilità per i dirigenti e il personale della Polizia di Stato condannati in primo grado dal tribunale di Perugia, nell'ambito del processo sulla vicenda dell'espulsione di Alma Shalabayeva.

Il capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli, pur ribadendo ''la profonda amarezza e il pieno convincimento dell’estraneità dei poliziotti ai fatti contestati'', intende così riaffermare il principio che la Polizia di Stato, il cui motto non a caso è sub “lege libertas”, osserva e si attiene a quanto pronunciato dalle sentenze, quand’anche non definitive.

La procedura amministrativa riguarda Renato Cortese e Maurizio Improta. In sostanza entrambi vengono avvicendati nel loro incarico e messi a disposizione dell'amministrazione della Pubblica sicurezza. Cortese, fino ad oggi questore di Palermo, era all'epoca dei fatti contestati a capo della Squadra Mobile di Roma, mentre Improta, fino a oggi capo della Polfer, era all'epoca a capo dell’ufficio immigrazione.

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