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Caso Yara, avvocato di Bossetti: "Qualcuno ha terrore che si indaghi su reperti"

05 giugno 2020 | 14.31
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(Fotogramma)
Milano, 5 giu. (Adnkronos)

“E' di questi giorni il provvedimento della Corte in cui dice che la nostra domanda di ricognizione dei reperti è inammissibile. In questo periodo attaccare frontalmente la magistratura sarebbe come sparare sulla Croce rossa. Io non voglio farlo, io rispetto questo potere dello Stato. Però dico che sono rimasto basito da questo provvedimento". Lo ha detto il legale di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni, durante la trasmissione 'Iceberg Lombardia' in onda su Telelombardia.

"Per due volte - ha sottolineato Salvagni - la Corte d’Assise di Bergamo ci dice di sì che si possono fare queste attività e la stessa Corte d’Assise quando poi gli chiediamo 'come e quando fare queste attività' ci risponde che è inammissibile. Il problema ora è: questa domanda a chi dobbiamo rivolgerla? Perché quell’autorizzazione è diventata cosa giudicata, si è stabilizzata. Nessuno l’ha impugnata, quell’autorizzazione esiste e prima o poi queste attività devono essere fatte".

"E’ stata dichiarata inammissibile la nostra richiesta di sapere come, dove e quando fare queste attività - ha aggiunto l'avvocato -. Chi mi deve dare una risposta? Cioè il giudice dell’esecuzione della Corte d’Assise di Bergamo mi ha autorizzato a fare la ricognizione, ma poi lo stesso giudice ha dichiarato inammissibile la domanda su come, dove e come farla. A questo punto sarei curioso di sapere a chi dovevo chiederla. Bossetti è tranquillo perché sa che questa cosa prima o poi dovremmo farla".

"Ora - ha annunciato - manderemo domande in giro a tutti i tribunali d’Italia e qualcuno ci dirà finalmente come, dove e come fare questa ricognizione. Perché lo ribadisco: il provvedimento autorizzativo di fine novembre 2019 è un provvedimento che nessuno ha impugnato, quindi la ricognizione si deve fare. Il mio parere su questa inammissibilità è la prova provata che qualcuno ha il terrore che si vada ad indagare su questi reperti. Perché lì dentro c’è un clamoroso errore. Prima o poi riusciremo a fare queste analisi sui reperti e la verità verrà a galla. Dimostreremo il clamoroso errore”.

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