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Caso Yara: Bossetti, mi inchiodano, se mi condannano la faccio finita/Adnkronos

07 marzo 2015 | 19.03
LETTURA: 5 minuti

In un colloquio in carcere con il fratello il presunto assassino della 13enne si lascia andare alle sue paure: "non mi fanno più uscir e... mi inchiodano qua. Se mi daranno la condanna la faccio finita giuro"

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Caso Yara, le frasi di Bossetti intercettate in carcere dagli investigatori
Milano, 7 mar. (AdnKronos)

di Antonietta Ferrante

"Ho paura di perdere tutto io, capito! (...)... non mi fanno più uscire ... eh! (...) mi inchiodano qua Fabio! lo so!". E' una conversazione bagnata dalle lacrime quella tra Massimo Bossetti, in carcere a Bergamo con l'accusa di aver ucciso la 13enne Yara Gambirasio, e il fratello minore. Un colloquio intercettato il 23 dicembre scorso e riportato nei 59 faldoni della recente chiusura dell'indagine sull'uomo sospettato di aver ucciso con crudeltà la giovane ginnasta di Brembate di Sopra, scomparsa il 26 novembre 2010.

Un dialogo in cui il 44enne muratore, dietro le sbarre dal 16 giugno scorso dopo che la sua traccia biologica è stata trovata sul corpo della vittima, si interroga: "voglio sapere se quel Dna è mio, per...come cavolo ci sia finito li, come cavolo si sia trasportato li"...ma anche sulla strategia difensiva "sono innocente, innocente e lo dirò fino alla fine, (...) lo so che rischio grosso, rischio l'ergastolo" e minaccia: "se mi arriverà, se mi daranno la condanna io la faccio finita giuro, perché non è giusto che un innocente deve finire in carcere". Se per Bossetti l'omicidio di Yara è legato a una testimonianza resa dal padre della 13enne - pista analizzata dagli inquirenti ma che non ha portato a nulla -, il 44enne racconta in modo concitato i momenti dell'arresto quando le forze dell'ordine sono arrivate nel cantiere di Seriate e gli hanno stretto le manette ai polsi.

"Non ci parli neanche, è un po' che le stiamo dietro, sono tre anni e mezzo che le stiamo dietro (...) stia zitto, stia zitto e abbassi la testa ...", le parole che avrebbero detto portandolo in macchina. "Siamo riusciti eh! dopo tre anni e mezzo siamo riusciti a incastrarti eh! che cazzo gli hai fatto vedere a quella povera ragazza!" e la replica "... ma di che cosa state parlando ... mi spiegate qual è il motivo ..." del presunto assassino. "Bossetti è inutile che neghi (...) è riuscito ad andare avanti con la sua routine quotidiana a non far vedere niente a nessuno, ma da lei qui è bloccato, è finito...", racconta.

Il fratello Fabio gli chiede "in quel momento lì cosa ti è passato per la testa?" e Bossetti ammette: "non capivo più niente, non sapevo più niente e gli faccio ma mi spieghi: 'la spiego, conosce il caso Yara', si, chi non lo conosce, fa 'non ha niente da dirmi' fa, cosa le devo dire mi state inchiodando per quel caso, per la ragazza? Ma state scherzando o cosa?, 'No no Bossetti, al cento per cento lei è il colpevole per noi', no vi state sbagliando, mollatemi, state sbagliando, fa 'stia calmo (...) aspetti di arrivare davanti al pm dopo vediamo che si sta sbagliando', allora non ho più parlato".

E aggiunge: "mi stavano accusando di un omicidio che non ho mai fatto, mi tirano fuori dalla macchina, già da li guarda, li se non sono crollato, i cori che ho sentito guarda, mi sono ricordato quando hanno arrestato Veronica (Panarello, accusata di aver ucciso il figlio Loris Stival, ndr), davanti al carcere che gli dicevano di tutto, quando ha detto portatemi giù a letto sorvegliato a vista, mi sono ricordato quei momenti li". Poi, "mi hanno portato li nella caserma alle Valli a Bergamo, mi hanno rinchiuso in una gabbia (...) Polizia di Stato, Ros di Brescia, carabinieri, casino di gente c'era dentro tutti che mi guardavano, facevano le foto, sono seduto li, ammanettato in attesa che arrivava il pm e intanto si passavano a vicenda, seduti uno di qua uno di la, si passavano a vicenda il loro telefono 'fammi la foto', fa 'guarda, uscito bene, guarda, adesso la mando via subito', dopo la mandavano in facebook qualcosa così...".

La vita del carcere è fatta anche di discussioni sugli altri casi popolari: dalla mamma di Cogne Annamaria Franzoni, alla condanna in appello a 16 anni per Alberto Stasi accusato dell'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, senza dimenticare la detenzione di Fabrizio Corona o l'omicidio di Meredith Kercher a Perugia che vede alla sbarra Amanda Knox e Raffaele Sollecito, riferimenti presenti nelle intercettazioni contenute nelle quasi 60mila pagine dell'indagine. E la paura di Bossetti, presunto assassino di Yara Gambirasio, emerge in più tratti: "Ho paura di non uscire più da qua! ho paura che mi fregano a me qua".

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