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Caso Yara: legale Bossetti, immagini furgone intorno palestra inverosimili

17 dicembre 2014 | 21.35
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Le immagini che ritrarrebbero il furgone di Massimo Bossetti girare più volte attorno alla palestra frequentata da Yara Gambirasio nell’ora precedente la sua scomparsa, il 26 novembre 2010, sono 'inverosimili'. Lo afferma all'Adnkronos Claudio Salvagni, legale del muratore accusato di essere l'assassino della dodicenne di Brembate, e per questo detenuto dal 16 giugno scorso, nel carcere di Bergamo. "Se la procura riteneva di avere in mano prove inconfutabili, circa la colpevolezza di Bossetti - dice - perché non ha chiesto il giudizio immediato?".

Per Salvagni, quella del furgone "è una questione che periodicamente torna alla ribalta". "Perché - si domanda - chiedere un interrogatorio se la procura aveva la prova provata che si trattava proprio di Bossetti?". "Io - continua - ritengo che debba essere dimostrato che il furgone sia realmente il suo". Dalle poche immagini "che ho potuto vedere, non si riesce neanche a distinguere la targa. Per questo, per quanto mi riguarda, sono ricostruzioni ipotetiche".

Salvagni, che si dice assolutamente convinto dell'innocenza di Bossetti, "e lo dico con tutta la forza che ho", spiega perché le immagini del furgone non bastano a inchiodare Bossetti: "Se questo elemento fosse davvero stato considerato tranchant - dice - si sarebbe andato a giudizio. E se il furgone fosse cil suo, visto che ha sempre dichiarato di passare abitualmente in quella zona, non è affatto un mistero". E tutto il clamore scatenato, "è su un fatto che lui ha sempre detto".

Il legale spiega che servirebbero riprese da angoli diversi e in posizioni e orari diversi: "Affermare che Bossetti abbia girato per un'ora e' inverosimile", dice. "Ci sarebbe voluta una telecamera per seguire esclusivamente il suo furgone". Per questo, tali informazioni sono da considerarsi "illazioni fatte apposta" come "una bomba a orologeria": "Ogni volta che c'e' una notizia a favore della difesa - afferma - la Procura deve diffondere notizie volte a screditare un presunto innocente che, ricordiamolo sempre, va rispettato". E chiude con una considerazione: "Se ci dovesse essere una condanna, sarebbe davvero la condanna di un innocente. Ne sono assolutamente convinto".

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