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Processo Yara, per Bossetti 700 testimoni. Non ammessi presunti amanti moglie

17 luglio 2015 | 15.43
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NELLA FOTO YARA GAMBIRASIO FOTO TACCA/INFOPHOTO: - INFOPHOTO

Niente immagini per uno dei casi mediatici degli ultimi anni: i giudici di Bergamo hanno deciso di lasciar fuori le telecamere dal processo che vede alla sbarra Massimo Bossetti, accusato dell'omicidio della 13enne Yara Gambirasio.

Una decisione che di fatto accoglie la richiesta della parte civile, a cui la scorsa udienza non si era opposta la difesa dell'unico imputato. Le tv potranno trasmettere solo la lettura della sentenza di un processo che entrerà nel vivo solo a partire da settembre.

Non l'unica scelta - come rende noto la difesa di Bossetti - presa oggi dalla corte che ha respinto le eccezioni preliminari avanzate nella prima udienza. Per i legali Claudio Salvagni e Paolo Camporini il capo d’imputazione era troppo vago – sono due i luoghi (Brembate di Sopra e Chignolo d’Isola) indicati come luogo del delitto del 26 novembre 2010 -; illegittimo il test dell’etilometro per acquisire il Dna a Bossetti; mancherebbero le richieste di proroga delle indagini; alcuni atti – tra cui la relazione dei Ris sul Dna di ‘Ignoto 1′ – non sarebbero utilizzabili perché fatti senza il contraddittorio delle parti; alcuni atti infine andrebbero ‘eliminati’ (la consulenza sul Dna) perché non sarebbe un atto irripetibile. Richieste respinte in toto dai giudici.

Il processo riprenderà il prossimo 11 settembre. I giudici di Bergamo hanno escluso dal procedimento la documentazione e le testimonianze riguardanti il marocchino Mohammed Fikri (inizialmente accusato del delitto e poi scagionato, ndr), ammessi invece tutti i testimoni - oltre 700 - chiesti dalla difesa. "Fortunatamente - spiega l'avvocato Claudio Salvagni - non sono stati ammessi come testi portati dall'accusa i presunti 'amanti' di Marita Comi", la moglie di Bossetti. E un colpo di spugna "alla parte trash" avviene anche con "l'eliminazione delle produzioni dell'accusa sempre sull'argomento amanti". La difesa esprime soddisfazione anche sull'eccezione che la perizia sul 'boccaglio' (usato per eseguire il test del Dna su Bossetti, ndr) non entri nel fascicolo del processo. Dalla prossima udienza - il calendario fissato oggi prevede già una ventina di date - si dovrà affrontare uno dei temi importanti del procedimento: se vittima e presunto assassino si conoscessero. "Massimo Bossetti e Yara non si conoscevano, né si potevano conoscere: Yara era una ragazzina ingenua, immacolata e con la vita di una bambina. Se l'obiettivo dell'accusa è il contrario vogliamo sentircelo dire chiaramente", hanno detto i legali. A partire da settembre sfileranno nell'aula - a cui non potranno accedere le telecamere - i primi testimoni dell'accusa, tra cui Maura Panarese, la mamma di Yara.

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