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Cassa depositi e Prestiti, 500 mln dalla ricca 'sorella' tedesca Kfw

26 novembre 2014 | 18.48
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Arrivano 500 milioni: 300 milioni saranno destinati al finanziamento delle piccole e medie imprese italiane; 200 milioni alle infrastrutture

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Cassa depositi e prestiti e la 'collega' tedesca Kfw (Kreditanstalt für Wiederaufbau) stringono un accordo importante per il finanziamento dell'economia italiana: Kfw fornirà a Cdp una provvista di 500 milioni, di cui 300 milioni, che Cdp erogherà attraverso il sistema bancario, saranno destinati al finanziamento delle piccole e medie imprese italiane. I restanti 200 milioni saranno utilizzati da Cdp per finanziare direttamente la realizzazione di progetti infrastrutturali ad alta efficienza energetica.

''Si tratta di un risultato del lavoro che Cdp sta da tempo svolgendo sul versante internazionale per attrarre in Italia investimenti e finanziamenti preziosi per il rilancio dell'economia, per la crescita delle Pmi, per lo sviluppo del sistema infrastrutturale del Paese, per la creazione di nuovi posti di lavoro", spiega il presidente Franco Bassanini. Come si vede, aggiunge, "non attiriamo solo capitali e finanziamenti dalla Cina e dai Paesi arabi del Golfo, ma anche dai maggiori Paesi europei. Il totale degli accordi firmati quest'anno, tra equity e credito, supera così i 6 miliari di euro''.

L'accordo, evidenzia l'Ad Giovanni Gorno Tempini, "è frutto della proficua collaborazione e dell'approfondimento del rapporto bilaterale tra Cdp e Kfw". L'operazione, spiega, "rientra nella politica di diversificazione della raccolta, portata avanti da Cassa depositi e prestiti e riveste particolare rilevanza, in quanto consente di attrarre in Italia nuove risorse da un'importante investitore istituzionale estero come Kfw, da mettere a disposizione delle Pmi, e di progetti infrastrutturali volti a garantire una maggiore efficienza energetica''.

Di fatto Kfw, la cassa tedesca, finanzia l'economia italiana, passando per Cdp. In una logica di collaborazione che non è a senso unico ma che, necessariamente, nasce anche da una diversa disponibilità di risorse e da vincoli di mandato meno stringenti. Le due società, entrambe considerate 'il braccio armato' dei rispettivi governi e considerate essenziali per finanziare lo sviluppo, operano infatti in condizioni diverse. A differenza della Cdp, che ha nel risparmio postale la sua principale fonte di raccolta, la Kfw si finanzia sul mercato a tassi estremamente bassi, grazie alla tripla A che le riconoscono tutte le principali agenzie di rating. Ma non è solo una questione di disponibilità finanziaria a pesare. C'è anche un numero di dipendenti assolutamente incomparabile: circa 500 la Cdp contro i 5.300 della Kfw.

Cdp è controllata con l’80 per cento dal ministero dell’Economia, ma opera sostanzialmente come un soggetto privato grazie alla quota del 18,4% in mano alle fondazioni bancarie. E viene invocata, direttamente o tramite il Fondo strategico italiano (80% Cdp e 20% Banca d’Italia), ogni volta che una partita industriale o un problema strutturale, come quello del pagamento degli arretrati della pubblica amministrazione, non trova soluzione. Ma la strada che porta a emulare il proprio modello di riferimento, la stessa Kfw o la Cdc (Caisse des dépots) francese, è ancora lunga. Cassa Depositi e prestiti fa politica industriale, anche se non in maniera sistematica, continua a erogare mutui agli enti locali, finanzia le pmi. Ma deve tenere insieme la sua natura di investitore di lungo corso con la raccolta di risorse a breve, attraverso il risparmio postale. E ha la chiara esigenza di rafforzare il proprio capitale. Così come deve necessariamente continuare a fare investimenti solo in una logica di mercato, con un prevedibile ritorno in termine di remunerazione.

Per descrivere l'evoluzione del ruolo della Cassa, è corretto fare riferimento alle parole di un saggio del 2012 del suo presidente Franco Bassanini. "Sia pure con ritardo rispetto agli altri grandi Paesi europei, ma imitandone l’esperienza, anche l’Italia comincia oggi a disporre, con la nuova Cdp, di uno strumento essenziale per promuovere e supportare la crescita sostenibile e la competitività del Paese". Come Cdc e Kfw, Cdp, spiegava ancora Bassanini, "ancorché partecipata dallo Stato, dotata di una missione pubblica, e assistita da una garanzia statale di ultima istanza, è e resta una market unit: uno strumento di mercato, per interventi market friendly, rispettosi delle regole della concorrenza e dei principi del Mercato Unico Europeo, a partire dal divieto di aiuti di Stato". Ma la Cassa "è uno strumento essenziale della 'cassetta degli attrezzi' di cui dispongono i governi dell’Europa continentale, consapevoli che l’uscita dalla crisi richiede anche politiche industriali attive, capaci di sostenere l’economia, promuoverne la competitività e rilanciare la crescita". Ma, ancora, non ha nè gli strumenti nè la forza della sorella tedesca Kfw.

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