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Cassazione: "Pandemia ha segnato giustizia, sistema va ripensato"

29 gennaio 2021 | 11.47
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Il presidente della Suprema Corte Curzio nella relazione in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario: "Alle spalle anno terribile, abbiamo limitato i danni". E sottolinea: "Per ottenere dall’Europa i finanziamenti è necessario tracciare un quadro di riforme, prima fra tutte della giustizia". Pg Salvi: "Con sistema efficiente si recupererebbe fino a 2,5% Pil"

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Anche "l’amministrazione della giustizia è stata, come ogni settore della vita della nostra comunità, segnata dalla pandemia. E' quanto si legge nella relazione del primo presidente della Cassazione, Pietro Curzio, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario. "Ciò ha comportato il sostanziale blocco dell’attività giudiziaria per un certo periodo, una faticosa e difficile ripresa per la restante parte dell’anno e oggi ci pone dinanzi alla necessità di ripensare profondamente il sistema", ha sottolineato parlando di "terribile anno che ci siamo lasciati alle spalle" che "ci ha visti impegnati fondamentalmente a limitare i danni". Ma "alla fine il bilancio è positivo".

E' iniziata in Cassazione, con la relazione del primo presidente Pietro Curzio, la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, che si svolge alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, delle più alte cariche dello Stato, i presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, e della Camera Roberto Fico, il premier dimissionario Giuseppe Conte, il ministro della Giustizia Bonafede. E' presente anche monsignor Angelo De Donatis vicario del papa per la diocesi di Roma. La cerimonia si svolge nel rispetto di rigide regole dettate dal protocollo anti covid, con una drastica riduzione delle presenze, e durerà solo un'ora.

“Di riforme del sistema giustizia e, al suo interno del giudizio di legittimità, ne sono state fatte molte negli ultimi anni, con un continuo, a volte turbinoso, susseguirsi di modifiche normative e organizzative, che a volte, invece di risolvere i problemi, hanno finito per complicarli – si legge - Mentre da tempo siamo consapevoli che un sistema giustizia adeguato alla complessità dei problemi costituisce un fattore insostituibile per la garanzia dei diritti e doveri dei cittadini, per la vita delle imprese e delle amministrazioni, per la ragionevole certezza dei rapporti economici, civili, sociali. La pandemia – sottolinea - ha ulteriormente mostrato l’inadeguatezza del sistema, la gracilità e vetustà di molti suoi gangli, e pone in modo deciso la necessità di un cambiamento profondo e incisivo, prima di tutto culturale”.

“Per far fronte alla crisi si è scelto di impegnare risorse economiche in misura impensabile sino a un anno fa. Ma per ottenere dall’Europa i relativi finanziamenti è necessario tracciare un quadro di riforme, prima fra tutte della giustizia, che dia idonee garanzie di conseguire gli obiettivi prefissati. E anche qualora tutte le risorse venissero acquisite dovranno in parte cospicua essere restituite. Il debito dovrà essere ripagato principalmente da coloro che sono oggi i giovani”. A tal proposito Curzio ha citato Mario Draghi: “Per anni una forma di egoismo collettivo ha indotto i governi a distrarre capacità umane e altre risorse in favore di obiettivi con più certo e immediato ritorno politico: ciò non è più accettabile oggi. Privare un giovane del futuro è una delle forme più gravi di diseguaglianza’”.

“Oggi è più che mai necessario impegnarsi per dare effettività ai principi della Carta: rispetto della dignità della persona, uguaglianza e solidarietà sono la via per superare la crisi pandemica e aprire una nuova stagione”, si legge ancora nella relazione del primo presidente della Cassazione. “La pandemia ha condizionato fortemente i momenti di lavoro in senso propriamente comunitario. Non appena possibile dovranno essere moltiplicati gli incontri, curati dalla formazione, tra cassazionisti di lungo corso e neo-cassazionisti. Il confronto – prosegue - non dovrà essere solo interno alla Corte. Uno dei rischi professionali per i magistrati e quello dell’auto referenzialità, e si accentua in Cassazione. Per questo, oltre che per altri motivi è importante il dialogo con l’avvocatura, che concorre alla giurisdizione, anche di legittimità, svolgendo un ruolo fondamentale”.

“Il processo telematico è operativo in tutti i settori della giurisdizione civile, tranne che in corte di Cassazione e negli uffici del giudice di pace. L’attuale carenza costituisce un freno enorme alla funzionalità del giudizio di legittimità, che va assolutamente rimosso, non solo nel civile ma anche nel penale, tanto più che le caratteristiche del processo di cassazione rendono questa operazione, da un lato più facile, dall’altro particolarmente proficua”, ha sottolineato Curzio.

“In prospettiva il legislatore dovrà sciogliere l’ambiguità atavica di una normativa che colloca la nostra Corte ‘in un luogo intermedio tra due modelli - Corte di legittimità e Terza istanza - assai diversi tra loro, senza coincidere con nessuno di essi ma traendo da ognuno elementi contraddittori’. È un nodo gordiano che pesa sulla Corte sovraccaricandola di funzioni e attraendo un numero sproporzionato di ricorsi”, aggiunge Curzio. “Nell’immediato – afferma - il legislatore dovrebbe considerare quantomeno due questioni: quella dei provvedimenti impugnabili e quella di una possibile semplificazione del giudizio”.

Tutela minori

“In riferimento alla tutela dei minori, numerosi uffici segnalano che nell’anno appena trascorso, in assenza di quella stanza di compensazione che è la scuola e di attività esterne, si è riscontrato un silenzioso aumento dei maltrattamenti in famiglia verso minori e più in generale l’incremento di situazioni concernenti i minori maltrattati o abbandonati”, afferma Curzio che aggiunge: “Numerosi uffici non si limitano a segnalare l’aumento delle pendenze presso il tribunale dei minori, ma segnalano l’importanza del fattore tempo per l’effettiva tutela dei minori maltrattati o abbandonati, e la necessità di adottare percorsi giurisdizionali urgenti. All’interno di alcune Corti è stato attivato un servizio di mediazione familiare gratuito, allo scopo di intervenire a fronte della esplosione dell’aggressività in famiglia legata alla pandemia”.

Violenza su donne

“Se per un verso non si segnalano particolari disfunzioni derivanti dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere introdotte dalla legge numero 69 del 2019, il cosiddetto ‘Codice Rosso’, dall’altro, si registra un incremento dei reati spia, quali i maltrattamenti in famiglia, lo stalking e le altre violenze ai danni delle donne”. “Viene da più parti segnalato l’incremento delle denunce di violenze da parte di donne straniere – prosegue - ritenuto indice della crescente integrazione sociale cui consegue un’accresciuta consapevolezza da parte delle vittime della possibilità di ottenere tutela e di affrancarsi da pratiche e costumi dei paesi di origine”.

Pg Salvi: "Con sistema efficiente recupero fino a 2,5% Pil"

“L’obiettivo dell’inversione del rapporto tra “domanda” e “offerta” di giustizia, oggi sbilanciato a svantaggio della seconda, è l’elemento cruciale: basti considerare che, secondo previsioni ormai ampiamente condivise, un efficiente sistema giudiziario consentirebbe di recuperare dall’1,3 % al 2,5% (da 22 miliardi a 40 miliardi) del Pil”. Lo ha detto il procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi nella sua relazione in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. “Nei documenti ministeriali correlati all’elaborazione del Piano viene finalmente affermato come obiettivo che la giustizia, da elemento di ritardo e congestione, debba diventare ‘fattore di competitività, grazie a maggiore trasparenza, celerità e prevedibilità’ – ha aggiunto - Emerge la forte connessione tra tempo e affidabilità di contenuto della risposta giudiziaria, che non possono essere disgiunti”.

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