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Catania, dottoressa violentata: "Le istituzioni mi hanno lasciata sola"

30 aprile 2018 | 20.36
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Immagine d'archivio (FOTOGRAMMA)

"Non posso esprimere un giudizio sull'entità della condanna, la pena è quella stabilita dalla legge e per qualunque vittima sarebbe sempre poco. Posso solo ribadire che in questa battaglia le istituzioni mi hanno lasciata sola". Così Serafina Strano, la dottoressa sequestrata e violentata il 19 settembre 2017 mentre era di turno alla Guardia medica di Trecastagni (Catania), commenta all'AdnKronos la sentenza di condanna a otto anni per il suo aggressore, il 27enne Alfio Cardillo. La procura aveva chiesto una condanna a 15 anni.

"I miei colleghi continuano a correre ogni giorno praticamente gli stessi rischi" ha aggiunto la dottoressa che punta il dito contro l'Ordine dei medici di Catania che, "pur essendosi schierato al mio fianco, dinanzi all'opinione pubblica ha scelto di non costituirsi parte civile. Un atto vile - sottolinea - non nei miei confronti ma verso l'intera categoria dei medici".

Un plauso invece alla magistratura e ai carabinieri per il lavoro svolto nei confronti del suo aggressore: "Peccato che la stessa celerità non ci sia per le indagini nei confronti di quelli che sono i corresponsabili di quanto accaduto, ovvero i dirigenti dell'Asp".

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