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Catricalà, il dolore dell’Adnkronos. Marra: "Amico fraterno e servitore dello Stato"

24 febbraio 2021 | 12.40
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Antonio Catricalà

"È difficile in questi momenti tanto tragici e dolorosi mettere ordine tra i mille ricordi, tra le innumerevoli occasioni in cui ho avuto la fortuna di poter godere della sua amicizia. Un uomo, un calabrese, di una discrezione e sensibilità antiche, che trovavi sempre pronto nei momenti di difficoltà così come quando avevi semplicemente necessità di un amico con cui parlare e confidarti. Poi, certo, c’era sempre in lui lo stile e l’impronta del grande giudice e giurista, del servitore dello Stato sempre una spanna sopra il chiacchiericcio e la vanagloria della politica inconcludente e incompetente". Così l'editore dell'Adnkronos Pippo Marra ricorda "l'amico fraterno" Antonio Catricalà, morto oggi a Roma.

"Non pensavo alla mia età di dover affrontare anche questo dolore - aggiunge Marra - Un dolore così sordo e pungente che ti pone sempre una unica monotona domanda, avrei potuto, finalmente, almeno una volta, essergli di aiuto? Avrei potuto accorgermi di un suo qualche avviso silenzioso? Non saprò mai dare una risposta e, stringendomi al dolore della adorata moglie Diana e delle amate figlie, voglio, invece, ricordarlo come merita, come lui ha saputo vivere e lavorare, con quel suo sorriso franco e lo sguardo aperto di chi sa sempre come esserti d’aiuto, nella vita professionale come in quella affettiva, senza mai però travalicare il confine della tua riservatezza, memoria di quegli uomini rari e indimenticabili che quando il fato ti consente di frequentare rendono la nostra vita ancora più preziosa e degna di essere vissuta".

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