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Comunicato stampa

Cause sul lavoro, lo studio Bronzini “cosa è cambiato dopo il Covid”

24 marzo 2022 | 16.46
LETTURA: 4 minuti

Roma, 24 Marzo 2022. Il mondo del lavoro, già precario e instabile, è stato ulteriormente sconvolto dalle dinamiche generate dalla pandemia. Emerge così un quadro normativo, che regola le logiche dell’occupazione, complesso e in continua evoluzione soprattutto in questo periodo storico contraddistinto da smart working, cassa integrazione, lavoro in nero e licenziamenti.

Questi sono solo alcuni dei tanti problemi che affliggono i lavoratori del 2022, talvolta poco tutelati e vittime di accordi non rispettati e generati da giochi di potere. Controversie che purtroppo non si risolvono con il semplice dialogo tra dipendente e vertice aziendale ma che sempre più spesso si trasformano in cause legali.

“Oggi le molteplici vertenze aperte richiedono in modo crescente interventi tecnici da parte di avvocati esperti del lavoro. Il motivo per cui affidarsi ad un avvocato giuslavorista è dovuto alla necessità di una competenza professionale completa – ci spiega Francesco Bronzini, avvocato esperto in diritto del lavoro che con il suo studio legale Bronzini offre da anni assistenza in materia – la disciplina è altamente specialistica al punto che sempre più lavoratori, consapevoli della complessità dei contenziosi, scelgono di affidarsi ad avvocati che si occupano praticamente solo di questo. La stratificazione legislativa rende l'avvocato ‘generalista’ spesso inadeguato alla gestione di problematiche lavorative. Motivo per il quale, se si desidera intraprendere una causa in ambito lavoristico, è opportuno affidarsi a coloro che si sono formati verticalmente sulla materia”.

Cause di lavoro e pandemia

Le recenti misure introdotte con il decreto-legge 1 del 7 gennaio 2022 hanno indubbiamente scosso il mondo del lavoro e parallelamente quello della giurisprudenza, ampliandone il già esteso quadro normativo. “Attualmente, per esempio, la maggior parte delle questioni trattate nel mio studio riguardano la sospensione retributiva o lavorativa in seguito all’introduzione dell’obbligo del green pass per gli over 50 sul posto di lavoro. Sono cause figlie degli effetti della pandemia in corso e che fino a qualche anno fa nessuno si sarebbe mai immaginato di dover affrontare” conferma Bronzini. La preparazione puntuale sotto ogni singolo aspetto rimane, oggi più che mai, la prerogativa essenziale per l’adempimento della professione. I continui decreti inducono così gli esperti della materia ad aggiornarsi con uno studio continuo e costante sulle crescenti disposizione legislative che danno origine a nuove dinamiche tra dipendenti e datori di lavoro.

Ma ciò non significa che le vecchie questioni siano state spazzate vie dai problemi originati dal Covid. “I numeri dei lavoratori che subiscono condotte vessatorie sono infatti ancora molto alti – ricorda l’avvocato - Parliamo in particolar modo di mobbing e demansionamenti, fenomeni complessi in cui concorrono vari aspetti. Circoscrivendo l’argomento alla pandemia possiamo evidenziare un progressivo mutamento del mobbing stesso in seguito all’applicazione del lavoro agile, introdotto per il contenimento della diffusione del virus. In tutti questi casi l’insorgenza di malesseri fisici, stress, frustrazioni, ansie e depressioni dovute a situazioni lavorative scomode sono i campanelli dall’arme che spingono molti dei nostri clienti ad agire per vie legali”.

Infine, è doveroso menzionare la principale forma di discriminazione sul lavoro: la maternità. In generale, è difficile oggi fare previsioni rispetto alle opportunità lavorative femminili future. Ma ricordiamo come in seguito all’arrivo del virus in Italia il tasso di occupazione femminile sia sceso notevolmente. Tra le più penalizzate le donne con figli, segno che nel nostro Paese la figura della madre/lavoratrice è ancora molto discriminata. E adesso l’ombra della guerra fa decadere le speranze di prosperità nate sull’onda finale della pandemia. I quotidiani ci hanno tristemente abituato a storie di donne incinte rifiutate ai colloqui di lavoro per il loro stato interessante. Poche settimane fa programmi tv, social e media sono stati inondati dalla notizia dell’assunzione di una donna incinta in un’azienda di telecomunicazioni fiorentina. Il fatto che questo evento abbia fatto scalpore impone una riflessione su quanto la società ancora non funzioni come dovrebbe. Altresì esistono anche contesti lavorativi in cui la maternità è spesso considerata, ingiustificatamente, un ostacolo alla carriera. Retaggi culturali e sociali che impongono interventi legali incisivi e mirati. Azioni che possono diventare gli strumenti per riuscire a sradicare una mentalità ormai anacronistica.

Scegliere l’avvocato giusto

Tirando le somme, è chiaro come i lavoratori moderni siano spesso soggiogati da situazioni di disagio che li portano a vivere in una condizione silenziosa di ingiusto subordinamento. Trovare la forza ed il coraggio di far valere i propri diritti per molti, intimoriti dall’incertezza dei risvolti dell’azione legale, non è facile. Per questo la lealtà e l’abilità del legale a cui affidarsi non sono elementi da sottovalutare. “Il principio cardine per chi esercita questa professione è schierarsi dalla parte dei lavoratori, ascoltandoli e guidandoli nella risoluzione dei propri problemi. Avvalersi di un supporto legale significa essere seguiti e difesi in ogni singola parte – afferma Bronzini - Onestà e disponibilità sono elementi imprescindibili e costanti dell’intero percorso che si va ad affrontare.”

Per maggiori informazioni

Sito web: https://www.studiolegalebronzini.it/

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