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Storia della donna che non riconosce le facce

06 marzo 2019 | 13.53
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Immagine di repertorio (Afp) - AFP

Un'estranea una volta ha salutato Boo James su un autobus, senza che lei si allarmasse più di tanto, prima di scoprire che si trattava di sua madre. A raccontare la storia della "donna che non riconosce le persone dalla faccia" è la Bbc online, che annuncia l'avvio di un nuovo studio per cercare di aiutare le persone come Boo a riconoscere meglio le persone.

La donna racconta di aver pensato per anni di essere "di un altro pianeta". "E 'immensamente stressante e molto emotivamente sconvolgente sedersi e fermarsi a pensare" a questa cosa, "quindi cerco di non farlo", dice. "Può essere estenuante fisicamente ed emotivamente trascorrere una giornata in pubblico chiedendosi continuamente se avresti dovuto rivolgere la parola a qualcuno". La donna soffre di una condizione nota anche come prosopagnosia, e per arrivare alla diagnosi sono occorsi degli anni. Boo James racconta di un'infanzia puntellata da esperienze traumatiche con coetanei e insegnanti che lei non riconosceva.

Tutt'oggi, a 51 anni, la donna fa fatica a riconoscere familiari e vecchi amici, e cerca di aiutarsi con la tecnologia. Ora un team della Swansea University sta arruolando persone come lei, o che nel corso del tempo hanno avuto difficoltà a riconoscere le facce, per vedere se si tratta di prosopagnosia e cercare di aiutarle attraverso un programma di riabilitazione.

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