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Cefalà inaugura la Tuk Classic di Fresu, dalla crisi della perfezione al pianismo col cuore

04 gennaio 2022 | 17.55
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Maria Cefalà - (Luca Belossi)

Una pianista che suona e racconta Bach nelle carceri. E non solo. Una pianista speciale. E' Maria Cefalà, la musicista che grazie a un 'intoppo' significativo nella sua corsa alla perfezione esecutiva ha compreso cosa nutrisse davvero il suo desiderio di suonare, al di là dell'obiettivo di eccellere. E' stata l'infiammazione di un nervo, occorsale dopo il diploma, proprio quando stava per entrare nel vivo della carriera concertistica, a obbligarla a fermarsi completamente per tre anni. "Una benedizione! - racconta all'Adnkronos l'artista scelta da Paolo Fresu per inaugurare la Tǔk Classic - Obbligata a fermarmi, sono stata costretta riflettere più profondamente su tutti gli aspetti della mia attività pianistica, a rendermi conto che essere la più brava, la più veloce, che rispondere alle aspettative del mondo accademico e della mia insegnante cui tenevo molto, era proprio ciò che mi aveva fatto ammalare. E' così che ho capito che dovevo allontanarmi da quella concezione del fare musica fondata su un'ambizione cieca e stupida e abbracciare la concezione che sentivo più giusta per me, più armonica con i miei interessi".

E Maria Cefalà si è aperta a questo cambiamento interiore, mentre di pari passo percorreva anche la strada di una guarigione fisica grazie alla quale la sua vita di pianista è ricominciata divenendo quanto mai concreta quando l’ucraina Anna Kravtchenko, icona del pianismo mondiale, ha scoperto e ha valorizzato il suo amore per il compositore tedesco, definendo il Bach di Maria ‘all’italiana’. Così ha preso forma il progetto 'Discovering Bach' che ora inaugura appunto la Tǔk Classic di Fresu, sezione della Tǔk Music, l’etichetta da lui fondata nel 2010 e dedicata ai suoni della classica.

E i primi passi di questo progetto già segnano una scelta di fondo: portare la musica dove c'è bisogno di toccare il cielo: un tour di cinque carceri italiane (San Vittore a Milano, Torre del Gallo a Pavia, Canton Mombello a Brescia, Poggioreale a Napoli, Carcere dei Piccolini a Vigevano) dove Maria si mette in gioco raccontando con ironia la parabola di rinuncia e rinascita di un’amante della musica che valica il consueto, ma anche raccontando la vita di Bach, "condiviso attraverso le sue composizioni altissime, platoniche e anche attraverso pezzi della sua storia di marito che ha perso la propria prima moglie, di padre con 20 figli da mantenere di cui uno con un ritardo mentale, la vita di un uomo, anche spesso burbero, che ha anche sperimentato la prigione".

Il rapporto tra Paolo Fresu e la musica classica è da sempre intenso e proficuo: è un rapporto che si è sviluppato negli anni con riletture del repertorio di Bach, Haendel, Monteverdi, Rossini e Bellini e con le collaborazioni con Mario Brunello, Giovanni Sollima, Virtuosi Italiani, i Solisti Veneti e l’Orchestra da Camera di Perugia, a sottolineare le affinità che esistono tra classica e jazz. Spinto com’è da una inesauribile curiosità e attratto dalle sfide inconsuete, con la pubblicazione di 'Discovering Bach' della pianista Maria Cefalà in uscita il 28 gennaio su Cd e in digitale, Fresu inaugura, dunque la Tǔk Classic, sezione della Tǔk Music, l’etichetta da lui fondata nel 2010 e dedicata ai suoni della classica. E’ nota la passione del trombettista per il periodo barocco e appare quindi naturale che ad inaugurare la nuova sezione dell’etichetta ci sia una rilettura di Bach, ma è anche significativo e coerente col percorso artistico di Fresu che l’artista prescelta abbia un approccio singolare e per niente ortodosso.

La copertina del disco è un’opera realizzata ad hoc dall’artista americano Neal Peterson ed è la rielaborazione grafica di uno spartito autografo di Bach. Le opere successive della Tǔk Classic, come avvenuto con la Tǔk Air, seguiranno la medesima serialità utilizzando i 'mandala urbani' della serie Cities dello stesso Peterson: dal 2015, infatti, l’artista visita diversi luoghi e ne fotografa i dettagli (architettura, arte pubblica, vegetazione), poi li combina digitalmente fino a comporre queste texture circolari. Il progetto discografico di Maria Cefalà si concretizza con la registrazione presso il teatro Besostri di Mede in provincia di Pavia.

(di Veronica Marino)

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