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Centro, Mastella: "Serve alleanza, facciamo Margherita 2.0"

04 dicembre 2021 | 13.28
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Al Teatro Brancaccio lancia il suo nuovo progetto politico 'Noi di centro'. E al Pd dice: "Rifate l'Ulivo"

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(Fotogramma)

E' un ritorno sulla scena politica nazionale da "mille e una notte" quello di Clemente Mastella, almeno dal punto di vista scenografico. Un effetto certamente non voluto, perché nella sede scelta dal sindaco di Benevento - il Teatro Brancaccio di Roma - per il battesimo della sua nuova creatura politica 'Noi di centro', è in allestimento il musical 'Aladin'. E per entrare nella sala dove si svolge l'assemblea costituente del partito centrista bisogna attraversare cartonati di sontuose architetture arabeggianti che rimandano all'immaginario disneyano. Ma è da Ceppaloni, non da Aghraba, che parte l'appello all'unità delle forze centriste d'Italia. Quando Mastella arriva nello storico teatro di Via Merulana la sala è già gremita. Grazie anche alle famose "truppe mastellate" - come scherzosamente riconoscerà lo stesso Mastella nel suo intervento - partite di buon mattino dalla Campania per assistere ai primi vagiti del neonato partito centrista. "Siamo di San Leucio, provincia di Benevento", spiega una signora appena scesa dal pullman con marito e figli piccoli. Qua e là si vedono bandiere dove campeggia il simbolo di 'Noi di centro': cerchio bianco con bordo azzurro, attraversato da una striscia tricolore; dentro c'è anche il nome del leader, 'Mastella', scritta bianca su sfondo rosso.

Accompagnato da sua moglie, la senatrice Sandra Lonardo, il sindaco di Benevento mette subito in chiaro che non intende resuscitare la Democrazia cristiana: "La Dc è irripetibile, la sua storia, il suo modo di essere. Io voglio fare una cosa diversa: aggregare a partire da me un'area di centro, che esiste". "Noi siamo un po' i terrapiattisti di centro", scherza l'ex ministro della Giustizia. Che guarda anche a Matteo Renzi per rafforzare un'area quotata "tra il 10 e il 12%": "Il mio invito è rivolto a tutti. La mia idea è quella di una Margherita 2.0: quelli che sono al centro devono mettersi assieme". Tutti eccetto il leader di Azione Carlo Calenda, al quale Mastella riserva diverse frecciate: "E' un personaggio stravagante. Io sono michelangiolesco, lui tolemaico: pensa a se stesso, non so dove andrà, farà la fine dell'asino di Buridano. Tanti anni fa gli facevo le raccomandazioni. Soffre questo complesso psicologico di inferiorità rispetto a me. Mi dispiace ma io vado avanti a prescindere da lui".

Nella sala del Brancaccio ci sono vecchie e nuove figure del mondo centrista. Dall'ex ministro Dc Francesco D'Onofrio agli esponenti di Coraggio Italia Gaetano Quagliariello (senatore) e Giorgio Silli (deputato), passando per l'ex sottosegretario Pino Galati e per l'attuale vicepresidente della Camera Ettore Rosato, presidente di Italia Viva, col quale Mastella si intrattiene amichevolmente per un caffè prima di salire sul palco. Dalla sala del teatro romano l'ex guardasigilli lancia il "patto del Brancaccio": "Bisogna creare un'area centrale che si allea. Bisogna recuperare una Margherita 2.0, lo dico a Quagliariello e Rosato: facciamo un'alleanza al centro che è necessaria per il Paese".

Usa parole forti, Mastella, quando parla dei rapporti tra politica e magistratura, ripercorrendo anche le inchieste giudiziarie che lo hanno interessato quando era ministro: "Viste le mie vicende, capisco anche le vicende di Renzi. Bisogna che la politica recuperi con la giustizia e viceversa. La magistratura ha il dovere di rispettare il mondo politico, non deve andare al di là". "C'è un cancro, che non è la magistratura in quanto tale, che rispettiamo. Ma bisogna fare qualcosa", prosegue, invocando un intervento del Parlamento. Poi si paragona all'ex ministro Luigi Gui, coinvolto nello scandalo Lockheed nella metà degli anni '70 per poi essere riconosciuto innocente dalla Corte costituzionale: "Chi mi ripaga più?".

L'ex leader dell'Udeur dispensa consigli al Pd: "Non vince un'elezione dal 2006. E' costretto a rincorrere questi matti politici dei 5 Stelle... ma così non va da nessuna parte. A Letta e agli altri dico, rifate l'Ulivo". Poi non risparmia stilettate al M5S: "I 5 Stelle hanno recuperato la dignità del 2x1000... Fico arrivava con il pullman, ora arriva con 10 pullman con la scorta. Era solo eccentricità la loro, teatralità. La teatralità di Grillo che proprio qui si esibiva". "Questo partito volevo chiamarlo 'Meglio noi', meglio noi che quelli di oggi. Uno vale uno? Uno vale zero, vedendo questo vasto magma del mondo 5 Stelle". Parlando di Quirinale, Mastella invita i partiti a "non tirare per la giacchetta Mattarella", che "pare che non ci stia" a fare il bis. E avverte Berlusconi: "Attento, vogliono fotterti. I colloqui Meloni-Letta la dicono lunga, perché questi vogliono eleggere Draghi a tutti i costi, dopodiché si rischia di andare al voto".

La palla ora passa alle altre forze di centro: accoglieranno l'appello di Mastella? Dal Ple arriva un primo sì. "La chiamata fatta da Clemente Mastella a costituire una Margherita 2.0 ci trova evidentemente favorevoli", dichiara il presidente del Partito Liberale Europeo, Francesco Patamia, che insieme al tesoriere Giovanni Cocco, ha partecipato all'assemblea del Brancaccio. Gaetano Quagliariello di Coraggio Italia sposa il progetto di una "federazione" delle forze di centro, "ognuna con la propria tradizione e le proprie differenze". Ma il senatore non vede di buon occhio i veti, come quello posto su Calenda. "Per quanto mi riguarda l'appello resta erga omnes. Poi, la politica viaggia sulle gambe degli uomini. Sono quelle che devono conquistare gli spazi politici, non ci sono rendite di posizione garantite, soprattutto per una cosa che parte", spiega Quagliariello all'Adnkronos.

(di Antonio Atte)

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