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Centrodestra, Berlusconi apre alla federazione con la Lega. Forza Italia divisa

04 giugno 2021 | 14.10
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L'apertura del leader Fi accende il dibattito all'interno del partito. Botta e risposta Carfagna-Bernini a vertice su Zoom

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(Fotogramma)

Silvio Berlusconi apre a Matteo Salvini sulla federazione di centrodestra. "Ho riunito su Zoom i vertici di Forza Italia, i membri del Governo, i capigruppo e i governatori azzurri: mi sono sentito di nuovo 'in famiglia' - ha reso noto il leader di Forza Italia in un post su Facebook - Abbiamo parlato delle grandi sfide che ha di fronte il governo di unità nazionale del quale sono stato il primo promotore, abbiamo approfondito la riforma della giustizia e del fisco su cui stiamo lavorando. In un clima di grande collaborazione e condivisione, abbiamo valutato l’ipotesi di una federazione delle forze del centrodestra".

Un'apertura, quella di Berlusconi, che ha acceso il dibattito all'interno di Forza Italia. Durante la riunione su Zoom con i vertici azzurri l'ok del Cav alla proposta della Lega avrebbe 'diviso' il partito. Forti dubbi nei confronti del progetto federativo avrebbe espresso l'ala governativa forzista rappresentata da Mara Carfagna e Mariastella Gelmini.

Raccontano che i primi lanci di agenzia con l'apertura di Berlusconi al 'Capitano' sull'ipotesi di federarsi abbiano provocato l'immediata reazione proprio delle due ministre, che ancora una volta avrebbero fatto asse per mettere in guardia dal 'pericolo Lega'.

Secondo alcuni presenti, Gelmini e Carfagna avrebbero chiesto a Berlusconi di precisare il senso del suo intervento per evitare che il sì al confronto sulla proposta Salvini fosse interpretato un via libera, di fatto, a una vera e propria annessione al Carroccio, primo passo verso un partito unitario. Così rischiamo una fusione per incorporazione, l'avvertimento della ministra degli Affari regionali. In particolare, ci sarebbe stato un duro botta e risposta tra Carfagna e Annamaria Bernini.

Berlusconi si è sempre considerato un federatore, specialmente dei moderati. Soprattutto quando era a palazzo Chigi come premier e doveva serrare i ranghi di una maggioranza con sensibilità diverse e spesso litigiosa. A Silvio Berlusconi l'idea di una federazione, insomma, è sempre piaciuta. E oggi l'ha rimessa sul tavolo di Forza Italia, accogliendo la proposta di Salvini. E forse stavolta lo ho fatto non con l'intento di lanciare un ballon d'essai solo per sparigliare le carte. Consideriamo con grande attenzione la proposta di una federazione del centrodestra, avrebbe detto il Cav in collegamento via Zoom con i vertici azzurri dopo una lunga assenza a causa degli strascichi del long Covid. Non diciamo no e ne parleremo nelle sedi dedicate del partito, avrebbe aggiunto, convinto che serva un confronto all'interno di Fi, perché è un tema politico attuale che non può essere tralasciato.

Raccontano che Berlusconi stia ragionando seriamente su questa ipotesi federativa, tant'è che ha parlato a braccio, senza leggere un testo scritto. A dimostrazione, fanno notare, che la questione per lui è davvero sul tavolo e va affrontata, poi si vedrà quali saranno gli sviluppi. Nessuno, però, pensi che noi siamo appiattiti sulla Lega o vogliamo farci annettere da qualcuno, avrebbe precisato l'ex premier, per rassicurare l'ala moderata azzurra, sempre più insofferente e preoccupata dal rischio fusione con il Carroccio e di una coalizione a trazione salviniana.

Anche quando lanciò ufficialmente l''Altra Italia', nel luglio del 2019, Berlusconi l'aveva immaginata come una federazione. Una federazione, disse allora, ''fra soggetti che pensano a un nuovo centro moderato ma innovativo". E ieri come allora, il centrodestra era sempre più diviso, tra il fuoco amico di Giovanni Toti, coordinatore nazionale pronto a dimettersi se non fossero state indette le primarie per scegliere la nuova guida del partito, e l'egemonia della Lega.

Rispetto a tre anni fa è passata tanta acqua sotto i ponti e i rapporti di forza si sono rovesciati, con Fi ridotta al 9 per cento, secondo l'ultimo sondaggio citato stamane dall'ex premier, fanalino di coda della coalizione, dietro Lega e Fdi. Berlusconi si sente ancora il 'federatore', sa benissimo che Fi ha ripreso linfa vitale tornando al governo con Mario Draghi, ma la leadership spetta, numeri alla mano, a Salvini e quindi la proposta di una federazione va presa in seria considerazione. Niente di più. Anche se c'è chi scommette che il progetto federativo sia più avanti di quel che si dice e parla di futuri organigrammi. Al di là dei boatos, resta il fatto che Fi e Lega abbiano iniziato a ragionare seriamente sull'idea di federarsi, visto che Fdi si è tirata fuori (''E' un'operazione giusta che però non riguarda noi che ci troviamo all'opposizione del governo").

Una maggiore unità con le altre forze del centrodestra consentirà di dare maggior forza alle nostre battaglie storiche, avrebbe detto Berlusconi, che in cuor suo pensa di poter fare ancora il king maker del centrodestra che verrà, confermando l'asse di questi giorni con Salvini. Non a caso, il Capitano ha fatto subito trapelare una sua positiva e affettuosa telefonata proprio con il Cav, dove si è parlato di futuro da costruire insieme.

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