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Centrodestra: Berlusconi, punto a unità ma no a somma sigle

28 ottobre 2014 | 16.39
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''Solo un centrodestra unito e coeso può essere competitivo con la sinistra, anche con la sinistra in versione socialdemocratica, incarnata da Matteo Renzi. Ma unità non significa una somma di sigle o di nomenklature di partiti: non serve a nulla". Lo dice Silvio Berlusconi in un'intervista a 'Oggi'. ''Nei nostri governi -avverte- è stato proprio questo il punto debole. Siamo stati sottoposti ogni giorno al ricatto di partitini attenti solo ai loro piccoli interessi di bottega ed è stato molto difficile trovare un accordo su ogni decisione. È un’esperienza che non abbiamo nessuna voglia di ripetere''.

''Questa sfida -sottolinea il Cav- non si vince mettendo insieme una somma aritmetica di sigle politiche, si vince mettendo insieme la maggioranza degli italiani, che da maggioranza numerica deve diventare una maggioranza politica consapevole e organizzata. È un sogno, è una follia? Può darsi, ma io voglio provarci ancora'', assicura l'ex premier.

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