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Imprese: Cetti Galante eletta presidente Aiso

15 luglio 2014 | 17.30
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Rinnovate anche le cariche anche del comitato direttivo, con la nomina dei due vicepresidenti Giovanni Pedone e Marco Tagliabue e del presidente del Comitato etico, Franco Faoro.

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Cetti Galante è stata eletta con votazione all'unanimità da parte del comitato direttivo, presidente di Aiso, l’Associazione italiana delle società di outplacement. Rinnovate anche le cariche anche del comitato direttivo, con la nomina dei due vicepresidenti Giovanni Pedone e Marco Tagliabue e del presidente del Comitato etico, Franco Faoro.

"Cetti Galante e il comitato direttivo -si legge in una nota- nei due anni del loro mandato mirano a raggiungere i seguenti obiettivi: promuovere la cultura del supporto alla ricollocazione professionale nel nostro Paese; rafforzare Aiso come soggetto che identifica le società di outplacement di qualità, ovvero società che operano nel pieno rispetto degli standard qualitativi previsti dal regolamento dell’associazione; riportare Aiso a essere un soggetto di interlocuzione con le istituzioni in materia di rientro nel mercato del lavoro".

"Sono onorata del mandato ricevuto -afferma la neo-presidente Cetti Galante- e del pieno sostegno al programma che ho presentato in assemblea. In Senato si sta affrontando il secondo atto del Jobs act renziano che pone al centro della legge delega le politiche attive, un’occasione storica per il nostro Paese che non possiamo perdere: noi di Aiso, infatti, non vogliamo mancare a questo appuntamento e mettiamo da subito la nostra esperienza a disposizione del ministero del Lavoro e degli altri enti delegati dal governo".

"Nel nostro Paese persiste ancora -fa notare- uno sbilanciamento troppo forte tra politica passiva e attiva, che è ancora residuale sul totale delle risorse spese. Il supporto alla ricollocazione professionale va affiancato da subito all’erogazione dell’ammortizzatore sociale. Se questo avvenisse si garantirebbe un rientro nel mondo del lavoro in tempi molto più veloci. Questo è provato".

"Le società che fanno parte di Aiso -ricorda- registrano in media tempi di rientro nel mercato del lavoro tra 6 e 8 mesi, a seconda dell’età della persona. L’ultimo studio ufficiale dell’Inps che risale al 2005, dunque a un periodo pre crisi, mostrava che al sesto mese il 55% delle persone si erano ricollocate da sole, mentre le società Aiso mediamente dopo 6 mesi registrano circa l’80%".

“Durante il percorso di outplacement -spiega il vicepresidente, Marco Tagliabue- le società di Aiso fanno un lavoro costante, intenso, e personalizzato su ogni singola persona, questo è alla base dei risultati che otteniamo".

"Oggi è fondamentale tutelare la qualità del servizio -afferma il presidente del Comitato etico, Franco Faoro- ed ecco perché il focus di Aiso sarà fortemente concentrato su questo, nel fissare alti standard per l’ammissione di nuovi membri e nel riverificare costantemente la permanenza dei requisiti richiesti sulle società che oggi fanno parte di Aiso".

“Oggi è molto complesso ritrovare lavoro da soli, per questo il servizio non dovrebbe essere offerto in alternativa a una monetizzazione: il ricorso sistematico a questo servizio -aggiunge il vicepresidente, Giovanni Pedone- porterebbe, pertanto, a ridurre i tempi di rientro nel mercato del lavoro, con un importante beneficio per le casse dello Stato e per le persone".

"Auspichiamo, pertanto -conclude Cetti Galante- che l’outplacement in Italia diventi presto obbligatorio, come già avviene in altri Paesi europei, tutelando però la qualità del servizio attraverso requisiti stringenti per l’accreditamento delle società autorizzate, e qui Aiso vuole tracciare la strada".

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