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Crisi: Cgia, stato e enti locali tagliano spese ma welfare erode risparmi

22 ottobre 2014 | 15.26
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'Il boom della spesa previdenziale registrato in questi ultimi anni -spiega il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi - è solo parzialmente riconducibile all'aumento della spesa pensionistica"

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Amministrazioni locali e Stato tirano la cinghia ma il boom della spesa sociale erode il risparmio. E' questo, in estrema sintesi, quanto emerge da uno studio della Cgia di Mestre sul contributo che centro e periferia forniscono alla riduzione delle uscite. Tra il 2009 e il 2013 , infatti, il miglioramento dei conti pubblici, pari a 45,8 miliardi di euro, al netto degli interessi, è il risultato di un incremento delle entrate di 48,4 miliardi (31,1 mld dalle amministrazioni centrali e 14,7 mld da quelle locali) e di un lieve aumento della spesa primaria di 2,6 miliardi.

Sotto il profilo delle uscite, invece, alla flessione registrata da parte dello Stato centrale (-9,3 miliardi) e soprattutto delle Amministrazioni locali (-16,3 miliardi), si contrappone la crescita degli enti previdenziali (+28,1 miliardi), "dovuta in gran parte all'aumento registrato dalle spese per il welfare". In sintesi, spiega la Cgia, "combinando le variazioni delle entrate e delle spese, lo sforzo complessivo messo in campo dalle Amministrazioni centrali e locali è stato rispettivamente di 40,3 e 31 miliardi: tale surplus è stato tuttavia significativamente ''eroso'' dal contributo negativo degli Enti di previdenza che si è attestato a -25,5 miliardi.

''Il boom della spesa previdenziale registrato in questi ultimi anni -spiega il segretario della CGgia Giuseppe Bortolussi - è solo parzialmente riconducibile all'aumento della spesa pensionistica. A fare esplodere le uscite sono state le spese per coprire le misure di sostegno al reddito, come la Cig in deroga e tutte le altre misure a sostegno dei lavoratori e delle famiglie colpite dalla crisi''. Più in dettaglio, prosegue la nota Cgia, si nota la crescita delle entrate tributarie (+39,2 miliardi), che si articola in +27,1 miliardi a carico delle Amministrazioni centrali e in +12,1 miliardi relativo alle Amministrazioni locali. I contributi sociali sono aumentati complessivamente di 3,1 miliardi, quasi integralmente imputabili agli Enti di previdenza.

Infine, per quanto concerne il dettaglio delle uscite, emerge la crescita delle prestazioni sociali (+28,1 miliardi), quasi completamente bilanciata da un calo delle spese in conto capitale (-24,2 miliardi), che al loro interno comprendono gli investimenti pubblici. ''La spesa per il personale - conclude Bortolussi - nel quinquennio esaminato è diminuita di 6,9 miliardi: gran parte di questa flessione è attribuibile alle Amministrazioni locali che hanno tagliato per -4,1 miliardi. Nello stesso periodo, la spesa per consumi intermedi, che comprende gli acquisti di beni e servizi e i costi di funzionamento della PA, è diminuita di 0,5 miliardi. Tuttavia, ad una flessione di 0,8 miliardi da parte delle Amministrazioni centrali si contrappone una crescita di 0,3 miliardi da parte delle Amministrazioni locali.''

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