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Cgil: dall'energia alla chimica, Filctem a congresso dall'8 aprile

07 aprile 2014 | 15.18
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Roma, 7 apr. (Labitalia) - Un totale di 527 delegati, chimici, tessili, dell'energia e delle manifatture, provenienti da tutta Italia, in rappresentanza di oltre 232.000 iscritti. Questi i numeri del secondo congresso nazionale della Filctem Cgil, che si terrà da domani 8 aprile a giovedì 10, a Perugia, presso il Centro congressi dell'hotel 'Giò'.

L'assise congressuale del sindacato di categoria sarà aperta nel pomeriggio di martedì 8 aprile, alle 15,30, dalla relazione introduttiva di Emilio Miceli, segretario generale Filctem-Cgil, e conclusa giovedì 10 dall'intervento di Elena Lattuada, segretaria confederale Cgil. Previsti numerosi ospiti istituzionali, rappresentanti del mondo imprenditoriale, gli interventi di Femca e Flaei-Cisl, Uiltec-Uil e dei sindacati internazionali.

'C'è tanto futuro da fare' è lo slogan scelto dal sindacato per l'appuntamento, "perchè - a partire dal lavoro, da quello che c'è a quello che manca - il congresso si soffermerà inevitabilmente sugli effetti di una crisi che non ha precedenti in Italia". Tanto che nei settori di riferimento del sindacato "sono oltre 180.000 -sottolinea la Filctem- i lavoratori coinvolti da licenziamenti, cig, mobilità, ristrutturazioni, contratti di solidarietà". Un congresso che, però, è un'occasione, sottolinea, "soprattutto per volgere lo sguardo al futuro, alle 'azioni' della Cgil, agli scenari che si aprono per la competitività delle nostre merci nei mercati internazionali, al modello energetico, alla strategicità e alla tenuta di intere 'filiere' industriali".

E al centro dell'appuntamento nazionale del sindacato ci sarà anche il documento 'Le nostre idee per il paese' - discusso e approvato nelle nostre assise congressuali territoriali - che vuole appunto presentare al mondo del lavoro, al Paese, "proposte concrete a partire dall'energia, visto che il peso eccessivo del suo costo è un impedimento di non poco conto allo sviluppo".

E, ancora, dalla speranza che il sindacato ripone sulla "chimica verde", con le intese aziende-sindacati anche in joint venture internazionali, che hanno messo in campo finora più di 1 miliardo e 200 milioni di investimenti a Porto Marghera, Porto Torres, Priolo, Vercelli con oltre 200 posti di lavoro in più, al riassetto idrico e idrogeologico del nostro territorio, alla difesa dell'industria manifatturiera e al sostegno del "made in Italy".

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