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Cgil: ricorsi ad azioni disciplinari già smentiti, stupisce reazione dirigenti

05 febbraio 2014 | 18.09
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Roma, 5 feb. (Labitalia) - ''Stupisce che dirigenti autorevoli e pienamente informati si attardino a ipotizzare, dopo le numerose smentite giunte in questi giorni, il ricorso ad azioni disciplinari nei confronti di qualsivoglia categoria o verso il gruppo dirigente che in questo memento le sta guidando''. E' quanto si legge in una nota della Cgil a commento delle reazioni suscitate dalle notizie riportate oggi da alcuni organi di stampa.

Per la Cgil, prosegue la nota, ''il pluralismo delle opinioni è un valore fondativo e insopprimibile e, come tutti ben sanno, il Consiglio nazionale statutario e'̀, per la Cgil, l'equivalente di una suprema corte a cui chiedere l'interpretazione autentica delle norme statutarie, non un organo giudicante. Per altro, in questi mesi e in questi giorni, ad essa si sono rivolti dirigenti e iscritti che l'hanno interrogata su quesiti che interessano la vita interna del sindacato, comportamenti di singoli dirigenti, senza che alcuno si sia mai sentito vittima di un complotto ordito alle sue spalle''.

Quanto al Congresso, il sindacato ribadisce come: ''le nostre priorità sono il lavoro e i diritti. 'Il lavoro decide il futuro' questo deve significare". Ed è prioritario, prosegue, "che tutta la Cgil abbia la testa, il cuore e la sua grande forza dedicate ad affrontare la crisi economica. Il Congresso deve servire a far sì che il lavoro, i diritti, la democrazia tornino ad essere valori centrali nella vita sindacale e politica di questo nostro Paese''. Il Congresso della Cgil, continua, ''è̀ un momento più alto di democrazia e di coinvolgimento dei lavoratori all'interno della Cgil. Tutti gli iscritti all'organizzazione hanno il diritto e la possibilità di esprimersi sulla futura linea politica del sindacato e, come deciso dal comitato direttivo della Cgil del 17 gennaio scorso, lo faranno con il loro voto anche sul regolamento attuativo, del 10 gennaio 2014, degli accordi sulla democrazia e rappresentanza sui luoghi di lavoro (28 giugno 2011 e del 31 maggio 2013)'', conclude la Cgil.

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