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Cgil: Toscana, Mirko Lami e Monica Pagni nuovi membri della segreteria

22 dicembre 2014 | 17.32
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Esce Manuele Marigolli, che diventa il presidente del Caaf regionale.

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Esce Manuele Marigolli, che diventa il presidente di Caaf Cgil Toscana, ed entrano Mirko Lami e Monica Pagni: oggi il direttivo regionale di Cgil Toscana ha votato la nuova segreteria di Cgil Toscana. Lami e Pagni, entrambi espressione dei territori e del mondo del lavoro (sono in produzione), si aggiungono agli altri membri della segreteria di Cgil Toscana Alessio Gramolati (segretario generale), Daniele Quiriconi, Dalida Angelini, Maurizio Brotini, Patrizia Bernieri.

Mirko Lami, classe 1964, dal 1986 lavora alla Lucchini di Piombino. Iscritto e delegato Fiom Cgil dal 1987, già vicepresidente del direttivo regionale di Cgil Toscana, responsabile di zona a Piombino per il sindacato, è uno dei volti simbolo della lotta per il salvataggio delle acciaierie. “Anche in questa nuova veste - spiega Mirko Lami - seguirò da vicino lo sviluppo dell'operazione Cevital, allargando gli orizzonti se necessario. Il Paese attraversa una fase di grandi difficoltà, bisogna stare nel merito dei problemi, affrontandoli e cercando di risolverli volta per volta. Io vengo dalla Fiom, mi sembra si sia fatto un passo notevole che porta a quello che il Congresso aveva indicato, cioè un governo unitario”.

Monica Pagni, 52 anni, nata a Forlì, tecnico di laboratorio dipendente dell'Asl 9 a Grosseto, è stata prima coordinatrice della Rsu e poi segretaria provinciale della Funzione pubblica della Cgil di Grosseto (prima donna a ricoprire quella carica). “Tutto nel mio percorso in Cgil è accaduto di soprassalto, ora avverto una grande responsabilità, ci metterò tutto l'impegno possibile e spero di poter dare una mano - ha commentato Pagni - Io vengo dal settore pubblico, che attraversa un periodo difficile: bisogna far capire che i tagli al pubblico non penalizzano solo i lavoratori ma anche i cittadini e i servizi. Speriamo che per rendersi conto di ciò non si debba arrivare a vedere ospedali chiusi o scuole a pagamento”.

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