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Enogastronomia: Chef Express rilancia e apre 3 nuovi spazi gourmet a Malpensa

08 giugno 2016 | 19.02
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Una caffetteria, un healthy bar e un concept-wine bar che, oltre a proporre piatti della cucina tradizionale italiana, prodotti tipici e a chilometro zero, offre anche stuzzichini gourmet per chi ha poco tempo, ma non vuole rinunciare al piacere del palato. Con in più una particolarità: ciascuna ricetta viene suggerita in abbinamento con il vino più indicato per esaltarne il gusto. Il gruppo Cremonini ci crede e usa questa carta per rilanciare la sua scommessa sul travel retail, consolidando la presenza della controllata Chef Express all'aeroporto della Malpensa con l'inaugurazione di tre nuovi punti vendita nell'area arrivi, al Terminal 1.

"L'aeroporto è uno dei principali canali del travel retail nel quale siamo presenti e su cui vogliamo crescere - spiega Cristian Biasoni, amministratore delegato di Chef Express -. A Malpensa abbiamo avuto la possibilità di sviluppare una 'food court' composta dalla somma di tre nostri concetti che oggi portiamo in aeroporto per la prima volta".

La 'food court' consiste in un unico spazio diviso in tre aree ben distinte: da un lato la caffetteria classica a marchio Mokà, completa di brioche, prodotti di pasticceria e tutto il necessario per comporre una vera colazione all'italiana; dall'altro un healthy food a marchio JuiceBar, con tutto ciò che è a base di frutta e verdura: spremute, smoothies e macedonie, ma anche insalate, zuppe e piatti ad alto tasso di benessere. E infine il concept 'Gourmé & Bottega', una novità per l'Italia, rappresentata da un wine bar nel quale prende forma l'idea del 'perfect match' tra prodotti della tradizione e vini a marchio Bottega: "Questo particolare format - sottolinea Biasoni - vede oggi l'inaugurazione del primo punto vendita. L'idea è quella di proporre al viaggiatore i prodotti tipici regionali di Gourmé in accoppiamento con un'offerta di wine dell'azienda veneta Bottega. Una sorta, dunque, di completamento e bilanciamento enogastronomico del nostro format originario".

Il gruppo trevigiano oggi produce 11 milioni di bottiglie l'anno e distribuisce i suoi prodotti in oltre 120 Paesi del mondo, esporta l'85% per cento della produzione ed è presente in buona parte dei duty free aeroportuali del mondo. Il presidente, Sandro Bottega, spiega di aver deciso di stringere questo accordo perché "oltre a produrre vino, noi ci occupiamo di divulgare la cultura del vino e i modi migliori per consumarlo". E sulla scelta di farlo con Cremonini, "si tratta di un produttore vero che segue tutta la filiera dalla a alla zeta, dunque ha la possibilità di proporre ai consumatori non soltanto il nostro vino, ma il nostro vino insieme a un cibo particolare, genuino e tipico italiano".

Il senso, dunque, è "l'incontro di due eccellenze che decidono di affrontare un percorso insieme". Per ora, avverte Bottega, si tratta di una fase pilota: "Il test sta andando molto bene". Nel frattempo "abbiamo raggiunto i sette 'Prosecco Bar' all'estero". E "il nostro obiettivo è che lo sviluppo del nostro business vada sempre di pari passo con la qualità".

In altre parole, considerando che "il fenomeno dell'italian sounding deriva per il 75% da alimenti prodotti all'estero", è evidente che "pur apprezzando il prodotto italiano, il consumatore straniero non sempre riesce a distinguere la differenza con i prodotti contraffatti". Per questo, conclude Bottega, "è importante che questi corner siano come un biglietto da visita, di modo che chi arriva in Italia possa entrare da subito in contatto con i suoi prodotti, assaggiandoli e anche portandoli a casa, così che possa ricordare che cos'è che davvero li rende unici".

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