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Yemen: Somers e Korkie, chi erano i due ostaggi uccisi/Scheda

06 dicembre 2014 | 17.07
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Eranno arrivati entrambi nello Yemen come insegnanti. L'americano Somers era poi diventato foto reporter quasi per caso. Il sudafricano Korkie era stato rapito con la moglie Yolande, liberata lo scorso gennaio.

Luke Somers e Pierre Korkie, i due ostaggi uccisi oggi da al Qaeda durante il raid americano per liberarli, erano arrivati entrambi nello Yemen come insegnanti. Somers era sbarcato a Sanaa, la capitale, nel febbraio 2011, ma nel giro di poche settimane la sua carriera aveva preso una piega inaspettata.

Appassionato di fotografia, il giovane americano si era trovato in mezzo ad una manifestazione della primavera yemenita e aveva scattato delle immagini di un manifestante ferito. In breve era diventato un foto reporter per due giornali locali in lingua inglese - Yemen Times e National Yemen - e i suoi scatti erano comparsi su diversi media internazionali.

Somers si era appassionato al suo lavoro. "Significa così tanto per la gente di qui sapere che le loro vicende vengono viste e ascoltate", aveva detto alla Bbc, l'emittente britannica che aveva pubblicato molte delle sue foto. Nell'agosto 2013, il giovane reporter aveva deciso di seguire l'inizio dei lavori della Conferenza Nazionale di Dialogo per lo Yemen e poi tornare a casa: "Ho bisogno di partire e trascorrere un pò di tempo con mia madre", aveva detto alla Bbc. Ma in settembre Somers è stato rapito davanti ad un supermercato di Sanaa e poi venduto dai suoi sequestratori agli jihadisti di al Qaeda nella penisola Arabica (Aqap).

Giovedì, dopo che era fallito un primo raid per liberarlo, il fotoreporter era apparso in un video dei suoi sequestratori. "Mi chiamo Luke Somers, ho 33 anni. Sono nato in Gran Bretagna ma ho la cittadinanza americana e ho vissuto in America per la maggior parte della mia vita", aveva dichiarato. Un portavoce dei suoi rapitori aveva poi affermato che Somers sarebbe stato ucciso se Washington non avesse ottemperato alle richieste dell'Aqap. Richieste che non erano state specificate ma che, secondo il portavoce, gli Stati Uniti conoscevano. La madre e il fratello di Luke, Paula e Jordan, avevano subito diffuso un video su Youtube, implorando i rapitori di risparmiare il loro congiunto.

Il sudafricano Pierre Korkie lavorava nello Yemen per l'Ong Gift of the Givers. Faceva l'insegnante e sua moglie Yolande lavorava come volontaria negli ospedali. I due coniugi erano stati rapiti a Taiz nel maggio 2013. Yolande era stata rilasciata il 10 gennaio, dopo una trattiva condotta dalla Ong, ed era tornata in Sudafrica. Nel primo anniversario del sequestro, la donna e i due figli adolescenti, un maschio e una femmina, avevano registrato un video in cui imploravano la liberazione di Pierre.

Nata nel 1992, l'ong Gift o the Givers è la maggiore organizzazione di cooperazione allo sviluppo di origine africana. Fondata da Imtiaz Sooliman è intervenuta fra l'altro in Bosnia, Pakistan, Somalia, Haiti e Zimbabwe. A quanto ha dichiarato Sooliman, l'Ong era in trattive con l'Aqap per la liberazione di Korkie, che sarebbe dovuta avvenire domani.

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