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Chiesta incriminazione per Netanyahu

28 febbraio 2019 | 17.32
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Il procuratore generale di Israele intende chiedere il rinvio a giudizio per le accuse di corruzione

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(Afp) - AFP

Il procuratore generale di Israele Avichai Mandelblit ha informato il premier Benjamin Netanyahu che intende chiedere il suo rinvio a giudizio per le accuse di corruzione, frode e violazione di obblighi fiduciari a suo carico. Le accuse fanno riferimento a tre diversi casi di presunta corruzione. In un caso, Netanyahu avrebbe ricevuto dei regali da amici miliardari in cambio di favori politici. In un'altra vicenda, il premier avrebbe varato regolamenti favorevoli alla compagnia di telecomunicazioni Bezeq, in cambio di una copertura a lui favorevole da parte del sito Walla, il cui editore Shaul Elovitch è anche maggiore azionista della Bezeq.

Infine, Netanyahu è accusato di aver chiesto una copertura giornalistica a lui favorevole sul quotidiano Yedioth Ahronot, in cambio di misure economicamente dannose per un giornale rivale. Il premier ha respinto ogni accusa, definendo le indagini nei suoi confronti una "caccia alle streghe". La richiesta di rinvio a giudizio non mancherà di avere un forte impatto sulla campagna elettorale per le elezioni del 9 aprile, dove il premier deve battersi contro il nuovo partito centrista dell'ex capo di stato maggiore Benny Gantz e il suo alleato Yair Lapid. Il premier aveva cercato invano di fare pressioni su Mendelblit perché la decisione sull'incriminazione fosse rimandata a dopo il voto.

Servirò come primo ministro "per molti anni a venire", ha ribadito Netanyahu in una dichiarazione alla stampa. "Non dipende dai media o dagli analisti, ma solo da te", ha detto il premier, facendo appello agli elettori chiamati alle urne il 9 aprile per le elezioni anticipate. "Ogni cittadino - ha spiegato - deve capire che l'intento è di abbattere la destra e portare su la sinistra con la distribuzione al pubblico di accuse ridicole. State tranquilli, supererò tutto". Quindi Netanyahu ha accusato la sinistra di "esercitare pressioni sul Procuratore generale Avichai Mandelblit per prendere la decisione di incriminarmi" e di una "caccia alle streghe" contro di lui e la sua famiglia. "Abbiamo trascorso tre anni infernali", ha denunciato, ribadendo che confuterà tutte le accuse contro di lui. "Questo castello di carte crollerà. Non ci sarà nulla, perché non c'è nulla".

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