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Chiesta la grazia per l'orso M49

25 luglio 2019 | 14.02
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Consegnata formale domanda al ministero di Grazia e Giustizia

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Immagine d'archivio (Fotogramma/Ipa)

Questa mattina una delegazione Lav si è recata al ministero di Grazia e Giustizia per chiedere, come da disciplina del Codice penale, al ministro Bonafede di inoltrare al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, formale richiesta di grazia per l'orso M49, sul quale pende un'ordinanza di abbattimento, emessa dal presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti. A consegnare la domanda di grazia, un attivista vestito da orso. "Il nostro atto potrà apparire irrituale e simbolico, ma non lo è e non vuole esserlo - dichiara Gianluca Felicetti, presidente Lav - in questo nostro appello, che ha tutte le caratteristiche formali e istituzionali di una richiesta di grazia alla Presidenza della Repubblica, vi è il senso autentico e lo scopo primo del nostro agire: tutelare i diritti degli animali e dare loro voce".

"Chiediamo al presidente Sergio Mattarella di tutelare il diritto alla vita di un animale che non ha mai nuociuto all'uomo, e che ormai sembra avere le ore contate: M49 può e deve vivere. Un suo appello in questa direzione riaffermerebbe norme minime di civiltà e confermerebbe che l'Italia è un Paese che ripudia ogni forma cruenta di risoluzione dei problemi, e che promuove la convivenza tra animali e umani, nel pieno spirito del nostro dettato costituzionale", conclude Felicetti. La richiesta di grazia della Lav, oltre a ripercorrere la vicenda dell'orso, richiama la normativa che definisce la tutela degli orsi e ne garantisce speciale protezione: a parere dei legali dell'associazione, tale normativa e i principi di tutela del diritto alla vita e della salute dell’animale sono sovraordinati agli atti amministrativi del presidente Fugatti, consentendo pertanto alle istituzioni di intervenire, in piena attuazione delle leggi vigenti, in favore dell'orso.

Le associazioni Enpa, Lac, Lav, Lipu, Lndc e Wwf Italia hanno inoltre inviato congiuntamente a Maurizio Fugatti una diffida formale a non uccidere l'orso M49 e a revocare l'ordinanza del 22 luglio, riservandosi di intervenire con ogni altra azione legale opportuna a tutelare la vita dell'animale. Per le associazioni, la fuga di M49 dal recinto in cui doveva essere custodito non costituisce affatto una prova della sua pericolosità; inoltre, l'eventuale abbattimento dovrebbe in ogni caso passare per il vaglio dell'Ispra ed essere autorizzato dal ministero dell'Ambiente, che invece finora si è sempre dichiarato contrario.

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