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Chiuse indagini su Pio Albergo Trivulzio Milano, truffa da 2 milioni e 15 indagati

12 maggio 2014 | 15.58
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Avviso di chiusura indagine per 15 persone coinvolte nell'inchiesta milanese che ipotizza i reati di turbata libertà degli incanti, abuso d'ufficio e truffa aggravata ai danni dello Stato, per quasi due milioni di euro, per la vendita e l'affitto di immobili del patrimonio del Pio Albergo Trivulzio (Pat) a privati.

L'inchiesta coordinata dai procuratori aggiunti Alfredo Robledo e Maurizio Romanelli e dal sostituto procuratore Eugenio Fusco riguarda le modalità di vendita di immobili di pregio ceduti dal Pat a diversi immobiliaristi, a prezzi bassi e sospetti, secondo l'accusa, e al termine di presunte gare truccate, tra il 2007 e il 2010.

Tra i 15 indagati a cui il Nucleo provinciale di polizia tributaria sta notificando gli avvisi di conclusione indagine ci sono: l'ex presidente del consiglio d'amministrazione della Baggina, Emilio Trabucchi, l'ex direttore generale Guido Fontana, l'ex direttore di dipartimento tecnico Giovanni Iamele, l'ex assessore regionale Domenico Zambetti, la moglie dell'ex assessore regionale Antonio Simone, Carla Vites, e l'ex direttore generale dell'Asl di Milano, Antonio Mobilia.

Nell'inchiesta ribattezzata 'Affittopoli' sono coinvolti, in tutto, cinque funzionari pubblici e dieci acquirenti. Gli avvisi di conclusione indagine riguardano anche l'ex direttore generale del Pat, Fabio Nitti, gli immobiliaristi Stefano Durelli e Stefano Spremberg, Carlo Compagnoni mediatore immobiliare.

E ancora la compagna dell'assessore Zambetti Mara Grazioli, Marcello Di Capua, l'ex dirigente Adriano Bandera e Liliana Zuppinger moglie dell'ex senatore Romano Comincioli. Nelle carte dell'indagine che fa luce sulla gestione del patrimonio immobiliare del Pat, parte lesa, il danno è definito "di rilevante quantità", quantificabile "in almeno 1.962.890 euro".

Un sistema per favorire non "criteri imprenditoriali" ma acquirenti legati da rapporti "personali- politici". È quello che sarebbe stato messo in piedi secondo i pm di Milano che hanno coordinato l'inchiesta sul patrimonio immobiliare del Pio Albergo Trivulzio. In particolare c'è chi avrebbe agito in violazione dei principi di "efficienza, efficacia, economicità e trasparenza" quindi del principio della "maggiore convenienza economica" adottando invece "accorgimenti in favore di acquirenti legati da rapporti personali- politici di favore con gli amministratori del Pat e comunque soggetti di rilievo nella realtà amministrativa lombarda".

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