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Cina: dal 2015 stop a uso organi dei condannati a morte per trapianti

04 dicembre 2014 | 18.45
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Niente più espianti di organi dai prigionieri giustiziati in Cina dal primo gennaio 2015. Lo ha annunciato il capo del comitato cinese per le donazioni di organi, Huang Jiefu. I prigionieri del braccio della morte hanno fornito finora la maggior parte degli organi da usare nei trapianti, in un Paese nel quale alla forte domanda corrisponde un basso numero di donatori. Secondo quanto riporta il Guardian, dal prossimo anno saranno utilizzati solo gli organi dei condannati a morte che sceglieranno volontariamente di donare e se le famiglie approveranno la decisione.

Almeno 40 tra i più importanti centri di trapianto hanno già smesso di usare organi di persone giustiziate, riferisce il Southern Metropolis Daily. Il capo del comitato per le donazioni ed ex vice ministro della Salute, Huang Jiefu, ha poi sottolineato che ogni anno sono 300.000 i pazienti che hanno bisogno di un trapianto, ma solo 10.000 sono coloro che lo ricevono.

Anche se il numero delle donazioni è ancora molto basso - circa 1.500 nel 2014 - l'ex vice ministro ha però detto che questa cifra ha superato quanto donato tra il 2010 e il 2013. "Credo - ha aggiunto Huang - che la situazione per la donazione di organi migliorerà sempre più".

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