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Cina, vescovo sfrattato: dormirà per strada

16 gennaio 2020 | 15.35
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Via dalla curia Vincenzo Guo Xijin e altri preti. Padre Cervellera: "L’operazione della polizia è un gesto di pressione verso il vescovo e i suoi sacerdoti che rifiutano di firmare l’adesione alla Chiesa 'indipendente'"

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Immagine d'archivio (Fotogramma/Ipa)

Da stasera il vescovo cinese Vincenzo Guo Xijin, già ordinario di Mindong, "dormirà come un senzatetto alla porta di quella che era la sua curia e casa del clero a Luojiang: ieri è giunto l’ordine di sfratto per lui e per i sacerdoti che lavorano e vivono con lui". Lo rende noto padre Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews, che spiega che per affrettare la pratica "già ieri sono stati tagliati luce e acqua dall’edificio".

"Ufficialmente - dice Cervellera - lo sfratto è dettato da motivi di sicurezza. Un cartello posto davanti alla curia spiega che l’edificio - costruito con tutti i permessi oltre 10 anni fa - non rispetta le regole anti-incendio e va quindi chiuso. In realtà, l’operazione della polizia è un gesto di pressione e di stizza verso il vescovo e i suoi sacerdoti che rifiutano di firmare l’adesione alla Chiesa 'indipendente'".

"Mons. Guo Xijin - spiega ancora padre Cervellera - è una delle 'vittime' dell’accordo sino-vaticano, che ha fatto della diocesi di Mindong una specie di 'progetto pilota' per l’attuazione dell’accordo. In seguito all’accordo e all’eliminazione della scomunica al vescovo ufficiale Vincenzo Zhan Silu, su richiesta di papa Francesco mons. Guo ha accettato di essere retrocesso a vescovo ausiliare per lasciare la sede di ordinario a mons. Zhan. Ma mons. Guo, non avendo firmato l’adesione alla Chiesa indipendente non è stato riconosciuto dal governo e ora è declassato a senzatetto e migrante. Stesso destino per molti sacerdoti che si rifiutano di firmare".

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