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Cinema: il tema della malattia appassiona da sempre Hollywood

02 marzo 2014 | 11.48
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Il tema della malattia appassiona il cinema e Hollywood non fa certo eccezione. L'industria americana della settima arte ha prodotto una quantità sterminata di pellicole che hanno per protagonisti il male psico-fisico, la medicina e la salute perduta o riconquistata.

L'Academy Award ha insignito molte di queste opere che sono rimaste nella storia degli Oscar: da 'Il paziente inglese' del 1996, 12 nomination e 9 statuette, alle 5 conquistate nel 1965 dalla versione cinematografica del 'Dottor Zivago' di Pasternak; da 'The Elephant Man' del 1980 che ottenne 8 candidature 'bucandole' però tutte, alle ben 13 di 'Forrest Gump' del 1994, di cui sei andate a segno. E come scordare il Jack Nicholson di 'Qualcuno volò sul nido del cuculo', il Daniel Day-Lwsi de 'Il mio piede sinistro'? Oppure 'Million dollar baby', 'Will Hunting-Genio ribelle', 'Lezioni di piano', 'Il silenzio degli innocenti', 'Anna dei miracoli', 'Figli di un dio minore', 'Beautiful mind', 'Philadelphia' e 'Rain man'...

La storia degli Oscar è contrassegnata da una galleria di figure 'estreme' o 'border line' che uniscono handicap e capacità eccezionali, debolezza fisica e forza spirituale e caratteriale. (segue)

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