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Cinema: nel 2014 incassi a -7,09% ma il 2015 fa ben sperare

15 gennaio 2015 | 16.01
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Secondo i dati Cinetel i biglietti venduti sono stati 91.465.599, con una diminuzione del 6,13% rispetto al 2013, e gli incassi sono stati pari a 574.839.395 euro, con una flessione del 7,09%. I primi 6 giorni del 2015 hanno invece segnato il risultato migliore degli ultimi venti anni e secondo Luigi Cuciniello, presidente Anec, per l'anno in corso "le aspettative sono alte"

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Angelina Jolie nella locandina di 'Maleficent', il film che ha incassato di più in Italia nel 2015

Meno biglietti venduti e incassi in calo nel 2014. E' quanto rivelano i dati Cinetel, che rileva il 93% delle presenze dell’intero mercato cinematografico italiano, presentati oggi. I biglietti venduti sono stati 91.465.599, con una diminuzione del 6,13% rispetto al 2013, e gli incassi sono stati pari a 574.839.395 euro, con una flessione del 7,09%. Invece rispetto al 2012, il 2014 ha registrato un sostanziale pareggio delle presenze (+0,1%). "Il mercato cinematografico nel 2014 ha tenuto nel confronto con l’anno precedente, caratterizzato dal fenomeno Zalone, ma allo stesso tempo ha mostrato evidenti limiti dovuti all’assenza di film nel periodo estivo e all’affollamento di uscite in autunno", ha affermato Luigi Cuciniello, presidente Anec (Associazione nazionale esercenti cinema).

E se i dati dello scorso dicembre e delle feste natalizie sono stati negativi, l’avvio del 2015 fa bene sperare. I primi 6 giorni dell'anno in particolare hanno segnato il risultato migliore degli ultimi venti anni, con 4,8 milioni di presenze in sala (+12,39%). Un trend positivo che è proseguito anche nei giorni successivi: dal primo al 13 gennaio i biglietti staccati, rispetto allo stesso periodo del 2014, sono infatti aumentati del 10,35% e gli incassi del 10,71%. "Per il 2015 le aspettative sono alte - ha sottolineato Cuciniello - I dati della prima parte di gennaio sono molto positivi e l’offerta annunciata, anche per l’estate, è buona, sia nel caso dei prodotti internazionali che nazionali, con due o tre film di registi italiani che potrebbero essere selezionati al Festival di Cannes".

L'assenza di film italiani a Cannes, poi, non ha aiutato il settore, come dice Luigi Lonigro, vice presidente Sezione distributori Anica (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali), secondo il quale ci sono diversi fattori che hanno determinato il risultato negativo del 2014. Oltre all'assenza di un blockbuster importante come 'Sole a catinelle', che da solo aveva raccolto circa l’8% delle presenze, "l'altro elemento che certamente non ha aiutato il box office quest'anno è stata una carenza mondiale di blockbuster estivi".

"I dati vanno interpretati" anche secondo Francesca Cima, presidente Sezione distributori Anica, secondo la quale ci sono "segnali importanti da rilevare" come l'aumento di spettatori e di pubblico per il prodotto europeo: "Questi dati ci portino a leggere questo momento di transizione come una richiesta di diversificazione del prodotto. E per quanto riguarda il prodotto italiano, credo che lo scorso anno di sorprese ne abbiamo avute, cominciando dall'ultimo in ordine di tempo che è 'Il giovane favoloso' di Martone, Pif e 'Smetto quando voglio'".

"Credo insomma che il mercato ci stia chiedendo una diversificazione", ha aggiunto Cima che posto poi l'accento sulla "stagionalità, che ha due aspetti: l'assenza di titoli soprattutto italiani durante i mesi estivi, che porta l'accumulo degli stessi titoli in alcuni mesi dell'anno e che è un po' quello che ha determinato il conseguente calo di presenze lo scorso autunno". "Lo sforzo che noi dobbiamo fare è di sicuro quello di posizionare diversamente i nostri titoli e quest'anno ci sono una serie di occasioni ghiotte e importanti per superare il trend degli anni passati", ha aggiunto.

Per la presidente Sezione distributori Anica è anche "importante riconquistare il pubblico dei ragazzi e i film in uscita quest'anno, come quello di Moretti, si prestano in questo senso". Ricordando poi che su tutti questi numeri "aleggi lo spettro della pirateria". "Questo è un problema da affrontare e inquadrare anche da un punto di vista culturale in modo diverso. Molti titoli anche di questo Natale erano dopo uno o due giorni disponibili sul web - ha fatto notare - è preoccupante il fatto che facendo una ricerca su Google con il titolo di un film, il secondo o terzo suggerimento sia lo streaming. Credo che questo argomento necessiti un ulteriore discorso e un approfondimento da parte della filiera per aggredire e affrontare seriamente questo problema".

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