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Cinema: la Russia da Dostoevskiji alle Pussy Riot al Pisa Film Forum

31 marzo 2014 | 10.15
LETTURA: 2 minuti

Il Pisa Film Forum porta domani sullo schermo del cinema Lanteri due prime visioni esclusive: si parte alle 18,30 (replica alle 20,30) con il secondo documentario della rassegna 'Storie. Assassini, ribelli, poeti', 'Pussy Riot a punk prayer', indagine coraggiosa in pieno stile 'do it yourself' sul collettivo di musiciste che ha sfidato Putin e la Chiesa ortodossa russa. A seguire, alle 22,30, l'ultima uscita di Distribuzione Indipendente, 'I fratelli Karamazov' di Petr Zelenka, film del 2008, pluripremiato e arrivato in Italia solo adesso grazie alla scommessa della piccola casa distributrice romana.

Due storie che vengono dalla Russia, da quella classica di Fedor Dostoevskij e da quella contemporanea delle Pussy Riot: nel primo caso l'opera di uno dei cineasti cechi più promettenti, nel secondo un film che aiuta a tenere alta la soglia di attenzione e a capire come sia difficile in Russia provare a levare una voce di dissenso.

Il rigore formale e la bellezza visiva del film di Zelenka, che con un uso del suono e della colonna sonora sorprendentemente centrato e potente, una scenografia industriale che diventa monumentale, una tensione non banale per tutta la durata del film, una strisciante ma mai prevedibile confusione tra scena e realtà, costruisce un'opera di grande cinema contemporaneo. Scelta diametralmente opposta dei registi di 'Pussy Riot a punk prayer', che invece optano per un uso grezzo del mezzo per raccontare con la lingua del punk la storia delle quattro attiviste che hanno messo in discussione il potere nel cuore di Mosca.

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