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Cinema: Richard Gere in ginocchio al Giffoni Film Festival

22 luglio 2014 | 17.46
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Salerno, 22 lug. (Adnkronos/Cinematografo.it) - Si inginocchia fino a terra con il capo chino come ne 'Il primo cavaliere': Richard Gere saluta così la stampa al 44° Giffoni Film Festival, prima di stringere mani e tessere le lodi del Belpaese: "Torno qui ogni volta che posso -parole sue- e stavolta sono accompagnato da mio figlio Homer, che ama tantissimo l'Italia, e dal suo amico Daniel".

Questa volta la spinta a ritornare è doppia: "Credo fermamente in questo festival che si rivolge ai ragazzi, le cui azioni avranno una risonanza essenziale per il nostro pianeta. Sono una generazione acuta, brillante, motivata e qui trovano il posto perfetto per condividere esperienze, parlare con i coetanei con cui condividono una visione comune della vita. E non finisce tutto l'ultimo giorno della manifestazione, non si tratta di passare il tempo divertendosi e godendosi il momento, l'impatto di Giffoni continua nella formazione di questi giovani cittadini di un minuscolo pianeta nell'infinito universo".

Seguono un "grazie" in italiano e un consiglio per i 3.500 piccoli giurati, dai 3 anni in su, che popolano la Cittadella del Cinema del comune campano: "Il 99% dei problemi scomparirebbero, anzi non nascerebbero neppure se ricordassimo di comportarci come creature di gentilezza. Uno dei miei maestri zen in Giappone mi ha invitato a ridurre a sette i respiri in un minuto prima di prendere una decisione, per evitare che sia l'impulsività ad avere la meglio. Ecco perché diffido dei leader mondiali che provano a trascinare la gente dalla loro parte in battaglia, innescando una spirale terribile di azione e reazione". (segue)

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