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L'addio di Scampia a Ciro. De Magistris: "Paghi chi non ha garantito l'ordine pubblico"

27 giugno 2014 | 10.37
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Le esequie in Piazza Grandi Eventi che cambia nome in suo onore. La madre: "Il suo sacrificio non sia vano". C'è anche Genny 'a carogna'. Indagini: un secondo proiettile lo colpì alla mano. Scampia gli intitola lo stadio. Alfano: "Allo studio regole più severe per cacciare i violenti dagli stadi"

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"La Napoli ultras con dignità piange un degno figlio della città. Cia' Ciro'". E' il testo del lungo striscione, a firma "Curva A e Curva B", srotolato dagli ultras del Napoli in Piazza Grandi Eventi a Scampia, per i funerali di Ciro Esposito, morto due giorni fa al 'Gemelli' di Roma. Il feretro di Ciro è stato trasportato a braccio dagli ultras napoletani (quasi tutti con maglie che esponevano scritte "Ciro 1 eroe" e "Orgoglio partenopeo"), dalla camera ardente fino alla piazza dove è stata allestita la tendostruttura per le esequie celebrate con rito evangelico. Piazza che in onore di Ciro ha cambiato nome: i tifosi hanno sistemato una targa con la scritta "Piazza Ciro Esposito" sul luogo 'addobbato' da sciarpe e striscioni (tranne i colori giallorossi) delle numerose tifoserie provenienti da tutta Italia. Tra i presenti anche Gennaro De Tommaso, detto 'a carogna', il tifoso colpito da Daspo per quanto avvenuto nel concitato prepartita all'interno dell'Olimpico. E ancora il presidente del Coni Giovanni Malagò; il presidente del Calcio Napoli Aurelio De Laurentiis e il calciatore partenopeo Lorenzo Insigne; il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e, in rappresentanza del governo, il sottosegretario Gioacchino Alfano.

"Non siate animati da sentimenti di odio e di vendetta, fatti così tragici non devono accadere più in alcun posto in Italia", ha detto il pastore evangelico lanciando un appello alle tifoserie napoletana e di tutta Italia durante i funerali. "Allo stadio - ha aggiunto - portate bandiere, sciarpe e trombe, non coltelli, spranghe o pistole".

Sul palco, prendendo la parola la fidanzata di Ciro, Simona, ha detto: "Sotterrate la violenza, non facciamo che accada ancora ad altri giovani". Un altro appello ai tifosi è giunto dalla madre di Ciro: "Che il suo sacrificio non sia vano e possa portare pace, gioia e amore. Grazie ragazzi a tutti e mantenete alta la bandiera dello sport, dei valori e di Ciro Esposito. Non vi dimenticate mai".

"Sono qui per rispetto a Ciro e a un gigante della vita, la madre Antonella", ha affermato a sua volta Giovanni Malagò. "A lei ho detto che ha insegnato come comportarsi a un intero popolo, lo hanno capito 60 milioni di persone. Ha una dignità che farà storia".

"Diciamo no all'odio ma anche sì alla giustizia. Devono pagare tutti, anche chi non ha garantito l'ordine pubblico", ha ribadito invece De Magistris, le cui parole hanno raccolto un lungo applauso da parte della folla.

Mentre per Aurelio De Laurentiis "il 25 giugno è un giorno che non dimenticheremo, ma spero che questa, morte che ha concretizzato la morte del calcio italiano, permetta al calcio di ripartire e di ritrovare una sua identità". Quel "terribile giorno mi è stato chiesto di portare la Coppa Italia, ma che valore ha aver vinto quel trofeo?", ha continuato De Laurentiis. "I trofei li vogliamo vincere a testa alta con l'onore e il rispetto". Poi: "da un luogo così difficile come Scampia nasce la fiamma della speranza". I funerali di Ciro Esposito si sono conclusi con un coro improvvisato dietro a Nino D'Angelo che ha intonato la sua nota canzone 'I ragazzi della curva B'.

LUTTO CITTADINO - Durante la giornata dei funerali il Comune di Napoli ha indetto il lutto cittadino. Un manifesto a firma De Magistris è apparso in città con le parole: Ciro Esposito "vittima innocente della barbarie e della sopraffazione della violenza, la città di Napoli ricorda commossa e si stringe alla famiglia".

INDAGINI - Emerge una nuova circostanza dalle testimonianze dei parenti che durante la degenza hanno assistito Ciro Esposito al Policlinico Agostino Gemelli e cioè che un secondo proiettile, di striscio provocò una lesione a una mano del giovane che era stato già raggiunto alla schiena da un primo proiettile. Quello che ha lesionato la mano probabilmente ha poi colpito uno degli altri due tifosi rimasti feriti nello scontro con il gruppo di Daniele De Santis. Intanto i magistrati proseguono l'esame delle testimonianze raccolte dalla Digos ascoltando chi durante la degenza ha visitato il ferito. L'obiettivo è quello di stabilire che Ciro Esposito abbia riconosciuto in Daniele De Santis colui che l'aveva ferito. All'esame degli investigatori poi c'è anche una registrazione audio, acquisita ieri dalla magistratura, dalla quale emergerebbe che Esposito affermò di aver riconosciuto in De Santis il suo aggressore. Per quanto riguarda le informazioni raccolte dalle persone che l'hanno visitato emergerebbe che si tratta di dichiarazioni univoche e coerenti.

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