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Migranti: Cisl Sicilia, al via piano che crea lavoro in Tunisia

03 settembre 2015 | 14.20
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Al via in Sicilia il piano per trovare un lavoro ai migranti in Tunisia. "Il primo gruppo -dice Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia- di 22 giovani tunisini, il 60% donne, completerà la formazione domani, venerdì. Un secondo gruppo tra una settimana. Poi venerdì prossimo, a Tunisi, scatteranno le prime assunzioni, complessivamente per una trentina di partecipanti ai corsi, che continueranno per un triennio a scadenza trimestrale".

Su Change.org, la piattaforma on line di campagne sociali nata nel 2007 negli States, sottolinea, "gira una petizione all’Accademia di Svezia affinché assegni il prossimo Nobel della Pace alla Sicilia quale terra, modello di accoglienza di migranti e, nel frattempo, dall’isola parte un progetto intitolato ‘Un ponte di cooperazione tra Italia e Tunisia’, che reca la firma di Cisl siciliana e Consolato generale tunisino".

"Il progetto -spiega- ha preso le mosse in pieno agosto sullo sfondo dell’emergenza umanitaria che anche in questi giorni esplode tra rotta balcanica e vie del mare, con l’intento della lotta all’abbandono forzoso della terra d’origine da parte delle popolazioni africane. E della riduzione delle diseguaglianze socioeconomiche tra paesi in via di sviluppo e paesi del Nord del mondo".

In pratica, prosegue, "per condurre in Tunisia attività di telemarketing e customer care, in questo primo step, i giovani selezionati, che saranno assunti dalla Pro2c, azienda tunisina del gruppo industriale Globalnet, riceveranno uno stipendio di 800 dinari, nella media di un insegnante o di un poliziotto in carriera”.

"E avranno anche diritto -sottolinea Milazzo- ad alcuni benefit: dai buoni pasto a un servizio di car sharing per andare e tornare dal posto di lavoro. E' richiesta la conoscenza delle lingue (italiano e tedesco oltre che inglese e francese) ma le lingue, hanno tenuto a rimarcare in consolato durante la firma del protocollo, non sono un problema in un paese di 11 milioni di abitanti che ogni anno sforna 110 mila laureati, il 90% dei quali ne parla almeno tre".

Il progetto, spiegano alla Cisl, si rivolge anche ai tunisini immigrati in Italia che volessero cogliere l’opportunità che si apre, per rientrare nel loro paese.

“Offriamo un modello virtuoso di cooperazione -precisa il sindacalista- individuando procedure, modalità e tempi di un percorso che vuole promuovere sviluppo direttamente nei paesi d’origine dei flussi. Il nostro intende essere un contributo per un argine al dramma che è sotto gli occhi di tutti”.

Quanto alla petizione su Change.org ("mentre il mondo guarda con rimprovero all'Europa"), per Nadine Abdia, copresidente regionale Anolf, l’associazione Cisl Oltre le frontiere, tunisina di natali, “chi più della Sicilia: qui la solidarietà ha sempre vinto e mentre tanti gridavano all'invasione, ho visto famiglie a Lampedusa che, invece, di fare la pasta per tre la preparavano per dieci persone, e che non buttavo i vestiti dismessi perché sapevano che potevano servire". La Sicilia è terra di mare, cuore e fratellanza”, conclude.

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