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Clima, ambientalisti: Italia raccolga sfida per leadership in Ue

16 luglio 2014 | 17.01
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Approvare a ottobre ambizioso Pacchetto Clima Energia per il 2030

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Dimostrare capacità di leadership per portare l'Unione Europea ad approvare, a ottobre, un Pacchetto Clima ed Energia per il 2030 ambizioso ed efficace, andando ben oltre la proposta della Commissione. Questa la richiesta che le associazioni ambientaliste (Greenpeace, Legambiente e Wwf) rivolgono alla Presidenza italiana della Ue, e in particolare al ministro dell'Ambiente impegnato oggi a Milano nell'informale dei ministri europei sul Clima, e domani in quella congiunta con i ministri del lavoro sull'occupazione verde.

Secondo le associazioni, i ministri dell'Ambiente devono essere capaci di vincere una duplice sfida: mettere al centro del dibattito sul Pacchetto Clima ed Energia la riduzione drastica delle emissioni di gas serra, in modo da contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C; dimostrare che lo sviluppo sostenibile e l'economia decarbonizzata offrono una prospettiva di rilancio e benessere validi non solo per l'ambiente, ma egualmente necessari per l'economia, l'occupazione e l'armonica convivenza sociale.

Nel merito, le associazioni ricordano che il target di riduzione delle emissioni di gas serra del -40% è insufficiente per porre l'Ue sul binario della completa decarbonizzazione al 2050, obiettivo già definito dai Capi di Stato e di Governo negli anni scorsi. La riduzione necessaria, in questa prospettiva, è del 55%.

Lo scenario più ambizioso proposto dalla Commissione (-45% di gas serra, 35% per le rinnovabili e 34% per l'efficienza energetica), ancorché insufficiente, mostra già un potenziale di risparmio di 550 miliardi di euro in importazioni di combustibili fossili in 20 anni. Con la proposta che parrebbe ora sul tavolo, invece (-40% di gas serra, 27% rinnovabili e 25% efficienza energetica) il risparmio sarebbe di un terzo, cioè di 190 miliardi.

Greenpeace, Legambiente e Wwf ritengono che si debba fissare un obiettivo vincolante di riduzione delle emissioni di gas serra del 55%, al 2030, sostenuto da obiettivi vincolanti di crescita delle energie rinnovabili (45%) e dell'efficienza (40%). Il solo target relativo alla riduzione dei consumi energetici taglierebbe le importazioni di gas del 40% e aumenterebbe l'occupazione del 3.1%.

Il cambiamento climatico, ricordano le associazioni, è la minaccia più grave che l'umanità si trova ad affrontare, ma è anche un'occasione per cambiare in meglio il sistema energetico, industriale e dei trasporti. "Se l'Italia vuole aiutare a far uscire l'Unione Europea dalla crisi, e contribuire affinchè si doti di una strategia economica forte - sottolineano - non può non cogliere l'occasione del Pacchetto Clima ed Energia, il dossier più importante che la Presidenza italiana si troverà ad affrontare. Fallire su questo capitolo vorrebbe dire dare una ben grigia prova di sé e condannare il nostro Paese a un ruolo secondario nell'Unione".

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