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Sostenibilità: Coca-Cola Hbc Ag entra nel Global Climate Performance Leadership

18 novembre 2014 | 12.50
LETTURA: 4 minuti

Per la società emissioni di anidride carbonica tagliate del 5,3% rispetto al 2013

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Coca-Cola Hbc Ag (Coca-Cola Hbc) ha ottenuto il rating A dal Carbon Disclosure Project (Cdp) ed entra nell’indice Global Climate Performance Leadership. Il Cdp è un’organizzazione no profit che fornisce l’unico sistema mondiale che consente alle società di valutare, diffondere, gestire e condividere informazioni riguardanti l’ambiente, invitando quindi le aziende a rendere noto il proprio impatto ambientale e ad adottare misure correttive per ridurlo.

Nel 2014 il Cdp ha alzato il rating di Coca-Cola Hbc da B, valutazione del 2013, ad A, e le ha riservato un posto nel Ftse 350 Leadership Index del Regno Unito, oltre a una nomina in "The A List: Global Climate Performance Leadership Index", che per la prima volta valuta tutte le società leader a livello ambientale nel mondo e non più soltanto le 500 realtà industriali su scala internazionale.

Coca-Cola Hbc ha fornito informazioni esaustive circa la valutazione e il controllo della propria Carbon Footprint, la strategia di cambiamento climatico. La società ha portato avanti numerosi progetti che hanno contribuito a ridurre la totalità delle emissioni (dirette e indirette) di anidride carbonica in termini assoluti del 5,3% rispetto all’anno precedente.

Fra le diverse iniziative intraprese da Coca-Cola Hbc figurano: il supporto nello sviluppo delle potenzialità del settore della barbabietola da zucchero in Russia, azione che entro il 2015 eliminerà la necessità di importare lo zucchero per svolgere le attività produttive dell’azienda nel Paese; la collaborazione con i fornitori mirata a installare refrigeratori privi di Hfc, il che comporta una nuova attrezzatura priva di idrofluorocarburi (Hfc) entro il 2015; un investimento di 3 milioni di euro nel 2013 in programmi per il risparmio energetico negli impianti.

Per il settimo anno consecutivo, inoltre, Coca-Cola Hbc, è leader europeo e mondiale secondo gli Indici di Sostenibilità del Dow Jones (Djsi), che valutano oltre 2.500 imprese tra le maggiori società quotate al mondo e selezionate in base a criteri economici, ambientali e sociali che siano pertinenti dal punto di vista finanziario.

Nel Dow Jones Sustainability Index, Coca-Cola Hbc si è aggiudicata il primo posto nel settore "beverage", totalizzando un punteggio dell’89%, rispetto all’81% del 2013, e ottenendo i risultati migliori della sua categoria dal punto di vista ambientale e sociale. In particolare, i maggiori progressi sono stati registrati nelle aree del marchio e nella gestione delle relazioni con la clientela, nella salute e nell’alimentazione, nella gestione della catena di approvvigionamento, nella capacità di attrarre e trattenere i talenti, nonché nello sviluppo e la cura dei propri dipendenti.

Sotto il profilo ambientale, alla gestione del rischio del packaging e delle risorse idriche è stato assegnato il punteggio massimo di 100 punti percentuali. “Le emissioni globali di gas a effetto serra continuano ad aumentare e siamo di fronte a un pericoloso rischio finanziario se non le riduciamo", dichiara Paul Simpson, Ceo del Carbon Disclosure Project.

"Il bisogno di dati riguardanti l’impatto aziendale sul cambiamento climatico e le strategie per mitigarlo non è mai stato così grande. Per questo motivo - conclude - ci congratuliamo con quelle società che sono entrate a far parte del Climate Disclosure Leadership Index di Cdp, che stanno rispondendo alla crescente richiesta di responsabilità ambientale e che sono un esempio da seguire”.

Tutti gli impianti di Coca-Cola Hbc Italia sono dotati di pannelli fotovoltaici e dal 2008 a oggi, il solo stabilimento di Nogara, ha beneficiato di oltre 65 milioni di euro di investimenti in ammodernamenti e ampliamenti. Nel 2010 è stata costruita nel sito produttivo veneto anche una centrale di cogenerazione per produrre energia, calore e acqua refrigerata in quantità tale da rendere lo stabilimento completamente autosufficiente sotto il profilo energetico con una riduzione delle emissioni di Co2 di oltre l’80% rispetto alle tecnologie precedenti.

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