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Cocaina spinge cellule del cervello ad autodistruggersi

19 gennaio 2016 | 11.59
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Immagine di repertorio (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Un vero e proprio meccanismo di autofagia, ovvero di autodistruzione delle cellule che si 'mangiano' a vicenda, è quello messo in atto dal cervello quando si assumono alte dosi di cocaina. E' quanto ha stabilito uno studio della Johns Hopkins University School of Medicine (Usa) sui topi, pubblicato sui 'Proceedings of the National Academy of Sciences'.

Gli scienziati - riporta il 'Telegraph' - hanno verificato questi risultati dopo l'autopsia delle cavie da laboratorio, registrando "chiari segni di decesso delle cellule del cervello indotto dall'autofagia dopo elevate dosi della droga", sottolinea la ricerca. L'equipe ha anche scoperto prove di autofagia nelle cellule cerebrali dei topi le cui madri hanno ricevuto la cocaina durante la gravidanza.

Nella ricerca è stato testato anche un nuovo farmaco (CGP3466B) che si è dimostrato capace di proteggere le cellule nervose dei topi dall'innescare il processo di 'cannibalismo' dopo la somministrazione della droga. La molecola è già stata sottoposta a trial clinici sull'uomo per il trattamento del Parkinson. Secondo gli scienziati, potrebbe essere un punto di partenza su cui lavorare per "arrivare a un farmaco in grado di prevenire gli effetti dannosi della cocaina in chi ne è dipendente".

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