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Colao: entro il 2026 il 75% delle Pa su cloud

23 luglio 2021 | 13.04
LETTURA: 2 minuti

Il ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale ha anche spiegato che l'80% dei principali servizi pubblici sarà in formato digitale.

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Vittorio Colao, intervenendo in video collegamento all'evento Quale Città. Identità, dimensioni, bellezza e diritti di cittadinanza, è intervenuto sulla digitalizzazione dei servizi pubblici: “Dobbiamo assicurarci che il 75% delle Pa utilizzi servizi cloudI. La digitalizzazione dei servizi pubblici”, attualmente ci vede al 19° posto in Europa«. “Non so come facciano queste classifiche e io ritengo che siamo un po' meglio ma con la realizzazione, entro fine anno, della piattaforma digitale nazionale dati, unitamente al rafforzamento dell'identità digitale e alla migrazione dei dati pubblici su un cloud sicuro ed efficiente, noi ambiamo a erogare entro il 2026 l'80% dei principali servizi pubblici in formato digitale e ad assicurarci che il 75% delle Pa utilizzi servizi cloud”. Queste due sfide - connettività e digitalizzazione - sono importantissime perché, assieme e quindi non in maniera disgiunta, costituiranno la base per esplicare i benefici digitali a favore di tutti i cittadini. Guardo con ottimismo al futuro. Penso ci siano gli ingredienti giusti per riuscire. Abbiamo le risorse: 50 miliardi di euro nel Pnrr destinati alla transizione digitale”.

La transizione digitale è uno strumento per aiutare le città a rigenerarsi: “anzitutto, ovviamente sul piano sociale, perché offre a tutti pari condizioni di accesso alla rete ad alta velocità, e riducendo i divari tra fasce di residenti. Poi sul piano amministrativo, promuovendo servizi pubblici digitali più inclusivi, trasparenti ed efficienti - pensiamo ad esempio all'impatto che ha avuto su tutti noi poter ricevere il certificato digitale anti-Covid sul nostro telefono. ho avuto tanti amici e persone che mi hanno manifestato entusiasmo perché per la prima volta lo Stato raggiunge e offre qualcosa ai cittadini in modo facile e immediato. Infine, sul piano della vivibilità degli spazi urbani. Il digitale ci offre la possibilità di lavorare, di studiare da remoto, modificando i nostri spostamenti in modo tra l'altro più sostenibile e quindi il nostro rapporto con i quartieri. Però ci sono anche sfide importanti. Ed è su queste che si concentra il mio lavoro da qui ai prossimi mesi”.

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