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Agroalimentare: Italmopa, su grano non si tratta di speculazione ma di necessità

09 giugno 2017 | 15.33
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Botta e risposta tra Coldiretti e Italmopa, l'Associazione industriali mugnai d'Italia. Per Coldiretti "la speculazione sul grano mette in pericolo la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano, ma anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione ma anche gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione made in Italy". E proprio oggi Coldiretti in occasione della #guerradelgrano con migliaia di agricoltori sta alle banchine con trattori per l’arrivo di un mega cargo con grano canadese al Porto di Bari proprio alla vigilia della raccolta di quello italiano con evidenti finalità speculative. L’Italia, sottolinea la Coldiretti, è il principale produttore europeo e secondo mondiale di grano duro, destinato alla pasta con 5,1 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,4 milioni di ettari che si concentra nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia, Sicilia, Marche e Basilicata.

"Il taglio dei prezzi pagati agli agricoltori sotto i costi di produzione ha provocato praticamente la decimazione delle semine di grano in Italia con un crollo del 7,3% per un totale di 100mila ettari coltivati in meno che peseranno sulla produzione di vera pasta italiana nel 2017, oltre che sull’ambiente, sull’economia e sul lavoro delle aree interne del Paese, secondo le analisi della Coldiretti.

Un'analisi questa non condivisa da Italmopa. "Ancora una volta -rimarca- Italmopa si trova a dover fronteggiare l'ennesimo attacco ingiustificato da parte di Coldiretti sulle importazioni di grano. Spiace sentire usare parole inadeguate come speculazione o guerra del grano. Queste iniziative -avverte- sono fuorvianti e negative in primis per il consumatore, che ha così una percezione distorta della realtà. Non ci stancheremo mai di ripetere che le importazioni sono assolutamente necessarie, indispensabili per ovviare al deficit soprattutto quantitativo del raccolto nazionale rispetto al fabbisogni dell'industria, che trasforma annualmente oltre 5,6 milioni di tonnellate di frumento duro rispetto a una produzione media nazionale di circa 4 milioni di tonnellate".

"Ci preme sottolineare, inoltre, che -fa notare Italmopa- è prevista una riduzione di circa il 10% del prossimo raccolto di frumento duro e questo non farà che aumentare il deficit quantitativo della produzione nazionale. Italmopa, in rappresentanza delle industrie molitorie, è da sempre disponibile a valutare con gli altri attori della filiera misure in grado di incentivare la produzione nazionale sotto l'aspetto sia quantitativo che qualitativo, al fine di rafforzare la competitività della filiera e di tutti gli attori che la compongono, ma esprime altresì forte biasimo verso iniziative tese a screditare strumentalmente l'import e creare tensioni tra produttori agricoli e industria di trasformazione".

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