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Colivicchi (Anmco): "Nuovo anticolesterolo cambia percorsi di cura"

12 ottobre 2022 | 14.33
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Furio Colivicchi, presidente dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco)

"Il nuovo farmaco biologico per la cura dell'ipercolesterolemia basato sui siRna blocca la sintesi di una specifica proteina che può determinare la patologia. Per noi cardiologi è un'innovazione straordinaria perché consente di controllare in maniera molto efficace i livelli plasmatici del colesterolo Ldl riducendo il colesterolo 'cattivo', e allo stesso tempo il rischio cardiovascolare che al colesterolo Ldl è direttamente correlato. Un passo avanti importante". Lo ha detto Furio Colivicchi, presidente dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco), intervenendo alla conferenza stampa organizzata a Roma da Novartis Italia per annunciare l'approvazione da parte di Aifa del nuovo farmaco biologico inclisiran, trattamento in grado di dimezzare i livelli di colesterolo cattivo.

"Con solo due somministrazioni l'anno - sottolinea Colivicchi - permette di assicurare quell'aderenza alla prescrizione che, per chi assume molte terapie e per tanti anni, è molto difficile da mantenere. Considerato che i livelli di colesterolo Ldl sono direttamente collegati al rischio di andare incontro a infarti e ictus, pensiamo possa cambiare il destino di molti pazienti".

Sull'identikit del paziente tipo con ipercolesterolemia, Colivicchi spiega: "Noi cardiologi suddividiamo i pazienti per categorie di rischio. Il rischio è la probabilità che il paziente ha di andare incontro ad un evento cardiovascolare avverso (infarto, ictus, in alcuni casi morte improvvisa) in rapporto alle sue caratteristiche cliniche generali. Ci sono i soggetti a rischio molto elevato, ovvero tutti coloro che hanno già avuto un infarto, un ictus e hanno dovuto fare un'angioplastica. Quindi persone che nel 50% dei casi nei 10 anni successivi all'osservazione possono avere ulteriori incidenti di percorso". Poi ci sono i soggetti "a rischio elevato, quindi quelli a rischio moderato e a rischio più contenuto. Per ognuno l'intervento deve essere personalizzato - evidenzia l'esperto - Ogni singolo paziente ha infatti un livello di colesterolo, di pressione, di glicemia, e più in generale un pacchetto di farmaci che spesso deve assumere, che devono essere ritagliati sul suo profilo clinico. Questa è una decisione che viene assunta dal cardiologo quando visita il paziente e ne ha valutato tutte le caratteristiche".

"Le linee guida ci dicono come personalizzare l'intervento. In generale - precisa il presidente Anmco - sappiamo che se il rischio è molto elevato, per un soggetto che ha avuto già un infarto dovremo avere un doppio obiettivo: ridurre il colesterolo cattivo di almeno il 50% e al tempo stesso raggiungere livelli di colesterolemia Ldl inferiori ai 55 mg/dl. Per altre categorie di rischio gli obiettivi sono meno ambiziosi. Questo lo può fare il cardiologo con le armi a disposizione, ormai sempre più personalizzate".

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