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Colleferro, legale Provenzano: "Anch'io insultata, grave si confonda difeso con difensore"

10 settembre 2020 | 13.18
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"Minacce a legali una costante in Italia, anche noi portiamo toga, consigli Ordine facciano di più"

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"Le minacce ricevute dai legali sono una costante in Italia. Il problema è l'identificazione del difeso col difensore". Così all'AdnKronos Rosalba Di Gregorio, avvocato difensore del boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano, commentando le minacce di morte ricevute da Massimiliano Pica, legale di tre indagati per la morte di Willy Monteiro Duarte.

"Questa confusione dei ruoli - prosegue Di Gregorio - è anche figlia di un sistema mediatico e di una sottocultura che inducono a considerare conclusa una vicenda giudiziaria al momento della chiusura dell'indagine. Una dose di responsabilità la hanno anche i Consigli dell'Ordine degli Avvocati, che non fanno abbastanza per sensibilizzare. Certamente non mi aspetto molto in questo senso dai magistrati, anche se ultimamente qualcuno ha speso parole incoraggianti in questa direzione. Sembra assurdo doverlo ricordare, ma al processo partecipano, con uguale dignità e tutele costituzionali, magistrati, difensori e giudice. Noi legali indossiamo la stessa toga".

"Io non sono stata minacciata, ma ho ricevuto innumerevoli insulti per aver svolto il mio lavoro. Alcuni giornalisti arrivarono addirittura ad invitare Lucia Borsellino a non parlare con me. Avrei potuto denunciare, non l'ho fatto, ma continuerò sempre a battermi su questi temi", conclude Di Gregorio.

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