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Lavoro: Colli-Lanzi (Gi Group), aziende vogliono più politiche attive

18 settembre 2014 | 14.31
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L'ad, senza aumentare numero centri impiego.

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Stefano Colli-Lanzi, ad di Gi Group

“In questi giorni in Parlamento si sta discutendo del futuro assetto del mercato del lavoro. Le oltre 500 aziende che hanno partecipato alla nostra survey non hanno dubbi: vogliono un mercato del lavoro dove venga data precedenza alle politiche attive (come la 'Garanzia Giovani', ancora poco conosciuta da circa la metà del campione), senza aumentare il numero dei centri per l'impiego". Così Stefano Colli-Lanzi, ad di Gi Group, commenta i dati dell'ultima rilevazione dell'Osservatorio permanente sulla riforma del mercato del lavoro, promosso da Gi Group Academy, sulle richieste delle aziende.

"Le recenti stime negative sul Pil e la discussione di questi giorni sulla legge delega sul mercato del lavoro -spiega Colli-Lanzi- hanno prodotto uno scenario sostanzialmente di stallo; per ora, e non poteva essere altrimenti, gli effetti più immediati del dl Poletti sono stati la sostituzione, nelle scelte di assunzione, del tempo indeterminato con il tempo determinato, unitamente a un’erosione continua del ricorso alle forme di cattiva flessibilità. Risultati che vengono confermati anche per tutto il 2015".

Le imprese, secondo Colli-Lanzi, chiedono "un mercato del lavoro semplificato nelle sue forme contrattuali, a partire dall’eliminazione di strumenti di flessibilità spuria come i contratti a progetto e le associazioni in partecipazione".

"oprattutto, chiedono un mercato del lavoro dove il contratto a tempo indeterminato, oggi nella sua configurazione attuale più debole che mai, possa essere sostituito - spiega - con un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, dove la tutela del lavoratore sia costituita non tanto dall’articolo 18, ma da un supporto alla ricollocazione professionale, unico strumento davvero utile per reinserire le persone nel mercato del lavoro; un percorso, questo, che sembra essere stato intrapreso dal governo".

"Ci auguriamo davvero che dal Parlamento possa uscire una riforma complessiva -conclude Colli Lanzi- che tenga conto di queste indicazioni. Se così fosse, l’Italia si doterebbe di un mercato del lavoro moderno, dove il contratto a tempo indeterminato potrebbe tornare al centro delle decisioni di assunzione delle aziende e dove al sistema delle agenzie del lavoro potrebbe venir demandata la gestione della flessibilità necessaria al sistema”.

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