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Cologno Monzese, arrestati vicesindaco e assessore per tangenti sui rifiuti

18 febbraio 2014 | 13.23
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Arrestati dalla Guardia di finanza di Milano con l'ipotesi di corruzione il vicesindaco di Cologno monzese, Raffaele Cantalupo, e l'assessore all'edilizia privata e pubblica, Maurizio Diaco. Sono accusati di aver truccato la gara d'appalto per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in cambio di 300mila euro. Ai domiciliari altre due persone coinvolte nella vicenda.

Per Cantalupo e Diaco, eletti con il centrosinistra, in particolare, l'accusa è aver intascato dall'impresa Sangalli 50mila euro, quale acconto dei 300mila pattuiti, per favorire l'impresa monzese nell'affidamento dell'appalto. Un appalto che, stando a quanto riferisce la gdf, aveva un valore contrattuale di 28 mln di euro.

L'indagine Clean City, coordinata dai pm Salvatore Bellomo, Manuela Massenz e Giulia Rizzo della Procura di Monza, già lo scorso dicembre aveva svelato l'esistenza di un collaudato sistema corruttivo per ottenere appalti pubblici grazie al pagamento di tangenti, con protagonista l'impresa Sangalli di Monza.

Agli arresti domiciliari, invece, sono finiti Michele De Girolamo di Area Sud Milano, attuale affidataria del servizio di igiene urbana a Cologno, e Fortunato Deleidi, dipendente della Sangalli. Coinvolta nella vicenda anche la San Germano di Pianezza (Torino), azienda che opera in diversi comuni della Brianza. A tutti viene contestato di essere complici del vice sindaco Cantalupo, dell'assessore Diaco e di Giorgio Sangalli: il loro piano sarebbe stato quello di annullare la gara per l'affidamento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti bandito dal Comune di Cologno Monzese, in quanto non remunerativa, indirne una nuova, per un valore superiore, favorendo la vittoria della Sangalli.

La svolta nella vicenda è arrivata con la decisione di Giorgio Sangalli di collaborare con gli inquirenti, confessando di aver pagato una tangente a Cantalupo per assicurarsi l'appalto da 28 mln relativo alla gestione e smaltimento dei rifiuti. In meno di due mesi di intensa attività investigativa, la gdf, attraverso numerose intercettazioni telefoniche e ambientali, diversi servizi di pedinamento e appostamento, registrazione filmata di incontri, indagini bancarie e documentali, ha fatto luce sull'intero iter amministrativo dell'appalto incriminato e trovato i riscontri alle dichiarazioni accusatorie dei Sangalli.

Sono stati poi ricostruiti tutti gli incontri avvenuti nel tempo tra il vice sindaco Cantalupo, l'assessore Diaco, Giorgio e Giancarlo Sangalli, serviti a pianificare, nei dettagli, la strategia per truccare la procedura di gara. E' stato individuato anche il giorno e il luogo dove è avvenuta la consegna dei 50mila euro in contanti al vicesindaco. E sono state trovate le prove per sostenere che la Sangermano si era prestata, per conto della Sangalli - che non doveva figurare - a promuovere un ricorso sul bando di gara. In questo modo l'Amministrazione comunale di Cologno ha potuto annullare la procedura, per indirne una nuova.

"Il Partito Democratico intende reagire con fermezza e tempestività di fronte a ipotesi di corruzione di amministratori pubblici, anche se nessuno di essi appartiene al nostro partito", afferma Pietro Bussolati, segretario metropolitano del Partito Democratico, spiegando di aver già preso contatti con il sindaco della cittadina, Mario Soldano "per ascoltare le sue valutazioni rispetto a quanto accaduto e i provvedimenti che vorrà assumere, anche rispetto a un immediato confronto con le forze politiche della maggioranza". Bussolati ha provveduto a segnalare agli Organismi di Garanzia del Partito Fortunato Deleidi, dipendente della Sangalli, anch'egli arrestato, che è membro della Direzione metropolitana del Pd, "per procedere alla sospensione immediata da tutti gli incarichi". Il Pd metropolitano ha fiducia nel lavoro della magistratura: "Confidiamo che la vicenda possa essere chiarita nelle sedi opportune al più presto".

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