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Fare testamento

Come evitare scontri sull'eredità, i consigli del notaio

08 ottobre 2016 | 17.34
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Nei giorni dall'addio al patron di Esselunga Bernardo Caprotti, si è acceso l'interesse attorno al testamento del fondatore della catena di supermercati. Ma quali sono i limiti e i passaggi legali da conoscere in caso di eredità, per evitare possibili querelle? "Rivolgersi ad un notaio è il modo migliore per essere aiutati a scegliere cosa dare a un erede e cosa ad un altro, compiendo le scelte più adeguate per una successione sicura". A dirlo all'AdnKronos è Giampaolo Marcoz, consigliere nazionale del Notariato.

Due sono i tipi di successione: testamentaria, quando è regolata da un testamento, o legittima quando disciplinata dalla legge. L'ordinamento italiano stabilisce che una quota di eredità, la cosiddetta 'legittima', spetta di diritto ai parenti più stretti. Ma, sottolinea il consigliere, "il tipo testamento non incide sui diritti dei legittimari".

In Italia, prosegue Marcoz, "ci sono quote astratte in favore dei 'legittimari', che hanno il diritto ad ottenere una quota ereditaria; queste persone sono i discendenti, il coniuge e - in mancanza di discendenti - gli ascendenti", ovvero i genitori.

"Se, ad esempio, abbiamo una persona con un coniuge e due figli - aggiunge il consigliere - 1/4 dell'eredità è nella disponibilità della persona che fa testamento e può essere lasciato a chi vuole, 1/4 va al coniuge e la metà va ai figli, divisa per il loro numero".

Per quanto riguarda l'eredità, inoltre, il suo ammontare "non va calcolato solo sul valore che rimane al momento della morte ma anche con le donazioni fatte in vita".

E se qualcuno che abbia diritto viene escluso dal testamento? A quel punto, l'interessato deve attivare una causa. "Se qualcuno non riceve la sua quota di 'legittima' - afferma Marcoz - può impugnare il testamento da un giudice e agire contro la decisione attraverso quella che viene detta 'azione di riduzione'; ovvero, si riduce la portata del testamento".

Ma il tema 'testamento' in Italia è delicato. "Solo il 15% degli italiani fa testamento - ricorda il consigliere - c'è poca sensibilità al riguardo; forse non se ne parla per motivi scaramantici mentre farlo eviterebbe eventuali liti" da parte dei figli, "con un costo limitato (vedi PDF, ndr) e senza alcuna imposta".

Come nel caso della recente 'successione Caprotti', che ha lasciato ai figli la quota di legittima spettante, Marcoz consiglia quindi di effettuare il testamento "distribuendo nel rispetto della quota astratta, cioè scegliendo cosa va a chi. Ogni testatore può scegliere cosa dare e a chi, purché i beni ricevuti abbiano un valore pari alla quota". Ed è proprio questa scelta che impedirà eventuali scontri tra legittimari, che si troverebbero ad avere comproprietà.

Infine, una particolarità tutta italiana sul tema: nel nostro Paese "le quote astratte non hanno un limite, mentre in alcuni Stati è fissato un tetto di circa 500mila euro" che va a determinare "quando si esaurisce la quota che spetta ai figli".

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