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Comunicato stampa

Come si fa a fare la prima visita dallo psicologo

07 aprile 2022 | 11.30
LETTURA: 6 minuti

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Milano, 07/04/2022 .Una prima visita dallo psicologo, così come tutte le altre visite che seguiranno, si caratterizza per alcuni punti fermi, che a breve passeremo in rassegna. Ma allo stesso tempo può variare a seconda dell’indirizzo terapeutico che abbiamo scelto o ci è stato proposto.

Esistono infatti molti approcci cui possiamo ricorrere per affrontare e risolvere disagi: la terapia cognitivo comportamentale, l’analisi bioenergetica e transazionale, lo psicodramma e la psicologia individuale, la psicanalisi e la psicologia analitica, l’EMDR e l’arte terapia. Tutti questi indirizzi sono comunque accomunati da un evento: la prima visita, che ora possiamo approfondire.

Come funziona la prima visita psicologica?

Il primo passo, si sa, è sempre il più difficile, e quando ci rivolgiamo ad un professionista della psiche non è affatto escluso che possiamo provare sensazioni e stati d’animo contrastanti: imbarazzo, pudore, voglia di aprirsi e timore nel farlo. Possiamo provare ansia o addirittura paura. È del tutto normale, vista anche l’eccezionalità della situazione: parlare ad un estraneo dei nostri problemi.

Superata questa fisiologica ritrosia, la prima visita psicologica può iniziare. Cominciamo col dire che accanto all’ansia e ai timori che possiamo provare, può affacciarsi anche la rabbia, come forma di resistenza e di ulteriore chiusura; ma anche questa reazione è del tutto normale. Lo psicologo, comunque, durante la prima visita è completamente dedicato all’ascolto delle nostre parole.

Questo ascolto inizia con una semplice domanda, composta anche da una sola parola: perché? Trasversalmente agli indirizzi terapeutici che abbiamo elencato, la prima domanda che un terapeuta rivolge al proprio paziente riguarda il perché della scelta di chiedere aiuto. Il paziente da parte sua risponde liberamente, cerca di raccontare ed esprimere le ragioni che lo hanno spinto a rivolgersi ad un professionista della psiche.

La prima seduta è una conversazione, potremmo dire, dura un’ora e permette al terapeuta di avere un quadro generale della situazione del paziente. Da questa prima visita inizia di fatto un percorso più articolato di ascolto e comprensione, privo di giudizio. La prima seduta, che di solito dura circa un’ora, si conclude con alcune prime impressioni da parte del terapeuta.

Come si svolge la seduta dallo psicologo?

Affrontare una seduta di psicologia è di per sé il primo passo verso la nostra guarigione, o quantomeno verso uno stato migliore e meno disagiato, e quando è stata affrontata la prima visita si è rotto il ghiaccio, una prima barriera è stata superata. Ma cosa può accadere nelle sedute successive?

Fermo restando che stiamo fornendo un inquadramento generale che può subire modifiche in base alla singolarità della persona, della situazione e del professionista chiamato in causa, possiamo dire che nelle sedute successive alla prima il terapeuta tende a concentrarsi comunque sulla situazione specifica, sul fatto o l’evento che ha apparentemente scatenato i sintomi del disagio o del malessere.

Se, per fare un esempio, il paziente ha subìto un incidente in auto e sta sperimentando sintomi di agorafobia, è compito del terapeuta porre domande affinché il quadro degli eventi sia preciso e chiaro. È importante capire che contrariamente a quanto si può pensare, il terapeuta non lavora con i nostri disagi, non si occupa del nostro malessere, quale esso sia. È più corretto affermare che il terapeuta lavora per noi e per il nostro benessere attraverso i sintomi e il disagio di cui parliamo.

La terapia anche online

Non dobbiamo dimenticare che attualmente, anche a causa della riorganizzazione delle nostre vite e del lavoro dovuta alla pandemia, molte delle attività che svolgevamo esclusivamente di persona possono accadere anche online. Le visite dallo psicologo non fanno eccezione.

La psicoterapia, e le sedute necessarie al nostro benessere, rientrano dunque a pieno titolo nelle attività che possiamo svolgere con un computer e una rete internet. Negli ultimi due anni si è infatti prodotta un’accelerazione delle sedute online, che permettono a terapeuta e paziente di continuare il confronto e il dialogo anche attraverso videochiamate.

La possibilità di effettuare sedute online serve anche a poter raggiungere professionisti e professioniste della psiche che, differentemente, sarebbe stato difficile contattare e raggiungere. Non è quindi una possibilità da escludere a priori.

Un dialogo e un ascolto tra due persone

Le sedute successive alla prima, una volta svolto il primo inquadramento, prendono i contorni di un vero e proprio dialogo e ascolto tra due persone. La stessa psicoterapia può essere definita in estrema sintesi un dialogo, la cui tenuta è assicurata dal terapeuta, ma i passi in avanti sono di completa responsabilità del paziente.

La persona racconta il proprio vissuto concreto, condivide i suoi stati d’animo, le riflessioni, in definitiva il vissuto interiore, e dal canto suo il terapeuta fa delle proposte, sia di comportamento che di pensieri e di riflessioni, su quanto il paziente ha raccontato e condiviso. Nelle sedute ulteriori, entreranno nel dialogo gli eventuali comportamenti e riflessioni che il paziente avrà messo in atto rispetto alle suggestioni del terapeuta.

C’è comunque un’altra specifica necessaria. Il terapeuta non dice mai al paziente cosa fare e come farlo, si limita ad esprimere un altro punto di vista, un’altra possibile lettura degli eventi esterni e interiori. In questo senso l’obiettivo del terapeuta è fare in modo che, attraverso il dialogo e il confronto, sia il paziente a scoprirsi, a ritrovare sé stesso.

Il paziente, da parte sua, deve sapere che una seduta di terapia non è soltanto uno scambio di opinioni e sentimenti, ma è un momento di apertura e riflessione che fonda e precede azioni concrete e pratiche, volte a raggiungere un ritrovata qualità della vita, una serenità per la quale impegnarsi ogni giorno. Il terapeuta richiede una partecipazione attiva da parte del paziente.

Quali sono le domande che fa lo psicologo?

Per ottenere questo obiettivo, per raggiungere un benessere e una serenità di fondo, il terapeuta ha a disposizione uno strumento principale: le domande. Si tratta di domande che devono avere sempre un oggetto. E con la parola oggetto si intende non soltanto qualcosa di tangibile e osservabile, ma anche qualcosa di interiore e soggettivo, personale.

In questa ottica sono definibili “oggetti” tutto ciò che ci sta a cuore, come un obiettivo professionale, un hobby che ci definisce, il nostro stato sentimentale. Altri tipi di oggetti possono essere i valori in cui ci riconosciamo, le aspettative che abbiamo sulla nostra vita o lo scopo principale che ci fa aprire gli occhi la mattina per darci da fare.

Ulteriori domande, infine, possono e devono riguardare i nostri comportamenti nei diversi contesti in cui ci troviamo a vivere: casa, scuola, lavoro, tempo libero, affetti, quali sono i nostri stati d’animo e il tono del nostro umore rispetto a eventi in corso, o del passato.

Quanto costa la seduta da uno psicologo?

Questa indagine, che ha come fine il nostro ritrovato benessere interiore e spesso anche fisico (quando si lavora al proprio interno anche l’esterno ne beneficia) ha un prezzo. Negli ultimi anni sono nati diversi centri, e cooperative, che applicano un costo contenuto alle sedute.

Lavorare su sé stessi richiede tempo, costanza e un forte desiderio di cambiare. Un desiderio che nasce dal bisogno e può richiedere alcuni anni prima di determinare un cambiamento significativo e duraturo.

Anche per questo il costo medio di una seduta viene incontro alle possibilità del paziente, e attualmente può aggirarsi tra i 30, 40 euro, fino ad arrivare ad un massimo di 60, 70 euro. Soldi, concludiamo, sicuramente ben spesi. Un investimento per il nostro benessere.

Contatti:

Santagostino

Piazza Sant'Agostino, 18 20123 Milano

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