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Comi si difende

16 maggio 2019 | 13.20
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Lara Comi (FOTOGRAMMA)

"Gli importi pagati alla società della quale è socia ed amministratrice, non sono finanziamenti occulti ma compensi per prestazioni professionali svolte da soggetto che ha le competenze e le capacità per rendere la prestazione richiesta". Così l'europarlamentare di Forza Italia Lara Comi, attraverso il suo difensore Gian Piero Biancolella, si difende dall'accusa di finanziamento illecito nell'inchiesta sulle presunte tangenti in Lombardia. 

Rispetto alla notizia di un utilizzo parziale di una tesi di laurea nella redazione della consulenza fornita a una società riconducibile al presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti, l'esponente forzista candidata alle prossime europee - tramite il suo legale - spiega che viene "espressamente indicato l'utilizzo", tra le altre fonti utilizzate, delle riflessioni contenute nella ricerca di "Antonio Apuzza, laureando del corso di laurea in Economia e direzione delle imprese".  Inoltre, secondo la tesi difensiva, la consulenza legata alla promozione del Made in Italy "è di sicuro interesse del committente, per le molteplici attività svolte in diversi settori, dalle società allo stesso riferibili e differenti dalla metalmeccanica". 

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