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Imprese: compie 55 anni Dedem, con fototessera i primi selfie degli italiani

31 agosto 2017 | 12.45
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Riccardo Rizzi, ceo Dedem

Chi almeno una volta non ha fatto una fototessera? Le foto scattate nella 'macchinetta' sono state a pieno titolo i primi selfie della storia: all'inizio rigorosamente in bianco e nero e in 4 piccoli riquadri, poi, via via, a colori e in formati diversi, prima analogiche poi digitali. Sul panchetto girevole si sono seduti milioni di italiani e si può ben dire che in quelle cabine è passata la storia, perché Dedem, questo il nome dell'azienda che produce le cabine e la sua tecnologia e che ha sede ad Ariccia (Rm), fotografa le facce degli italiani dagli anni Sessanta. E non solo degli italiani. Con 9mila apparecchiature dislocate tra Italia (6.000), Spagna (2.200), Israele, Turchia e Romania, Dedem, infatti, scatta ogni anno oltre 10 milioni di fotografie nel mondo.

"La Dedem è nata nel 1962, installando la prima macchina fotoautomatica nel sottopassaggio Colonna in via del Corso Roma -dice a Labitalia Riccardo Rizzi, ceo Dedem-. A quel tempo non esistevano macchine automatiche in Italia e questi apparecchi erano sostanzialmente usati per divertimento. Non facevano foto separate, ma una striscia in bianco e nero. La novità attirò talmente tanto che quando furono installate le prime cabine, si crearono file di decine di metri per utilizzarle. Nate in Inghilterra e negli Usa, le macchinette sono state la prima versione del selfie".

Fondata da Dan David, Pierre e Philippe Wahl a Roma, cabina dopo cabina, città dopo città, Dedem si è affermata negli anni quale leader assoluto in Italia e Spagna nella fabbricazione e gestione di macchine automatiche per fototessere (le prime in Europa a recepire la regolamentazione Ue sulla produzione di foto per documenti a norma Icao, che chiede di rispettare determinati parametri internazionali per la riconoscibilità e dunque la sicurezza).

"Il cambiamento importante -ricorda Rizzi- è stato quando la società, attorno agli anni '80, è riuscita a far accettare l'uso delle fototessere per i documenti (erano ancora in bianco e nero). Poi nel 1995 siamo passati dalle macchine 'chimiche' a quelle digitali, che hanno introdotto un sistema più ecologico con stampanti a trasferimento termico. I tempi sono più brevi e in 20 secondi si stampa la fotografia". Insomma la cabina è rimasta la stessa, ma è cambiato il cuore, ora molto tecnologico.

"Siamo a una foto completamente digitale, -afferma il Ceo di Dedem- con camere che trasferiscono la foto al cloud e permettono al cittadino di fare l'upload e quindi di utilizzare in modo digitale la foto. Stiamo spingendo molto su questo e, in collaborazione con il ministero dei Trasporti e quello dell'Interno, stiamo utilizzando questo sistema per trasferire la foto cartacea del cliente sul documento d'identità o sulla patente. Questo migliora la qualità e impedisce la falsificazione dei documenti".

Dedem tra le altre attività ha, infatti, vinto nel 2013 (in consorzio con una società tedesca e Poste italiane che si occupa del delivery) una gara del ministero dei Trasporti per centralizzare la stampa delle patenti. "La gara aveva parametri stringenti -dice Rizzi- e ci obbligava a consegnare la patente entro 48 ore dalla visita medica. Siamo arrivati a quota 25 milioni di patenti stampate, ad un ritmo di circa 7 mln di patenti l'anno e ora riusciamo a consegnare la patente in 24-massimo 48 ore dal momento in cui la persona fa la visita medica. Siamo soddisfatti e la cosa ci dà prestigio", spiega.

Ma le innovazioni in casa Dedem non si fermano. "Stiamo realizzando e penso sarà pronto ai primi di gennaio -annuncia Rizzi- un sistema per stampare le foto, che oramai tutti abbiamo sul cellulare, su qualsiasi macchina per fototessere installata in Italia. Qualsiasi cabina, dunque, diventerà una stampante per cellulare. Ci sarà un'app e si pagheranno i costi di stampaggio. Oggi le persone hanno milioni, miliardi di foto nei loro devices mobili, ma non le stampano più. In realtà c'è voglia di avere una foto cartacea. E noi rispondiamo a questo bisogno".

Per rispondere alle sfide dei tempi, il Gruppo Dedem ha allargato il suo business al settore del leisure - con il brand di locali per il divertimento delle famiglie Youngo - e a quello dell’information technology. "In Italia abbiamo diversificato sull'intrattenimento, il tempo libero: prima sulla produzione di giochi educativi e poi con l'apertura di spazi ludici nei centri commerciali. Siamo arrivati a 15 centri in tutta Italia con la prospettiva di aprirne altri".

Dedem è un'azienda innovativa tanto da diventare distributore ufficiale delle avveniristiche stampanti 3D Systems e dei rivoluzionari simulatori di guida Simumak, la soluzione didattica più innovativa per una guida sicura, personalizzata ed eco compatibile, a tutto vantaggio dei cittadini, delle aziende e dell’ambiente. Oggi Dedem, che ha la sua sede principale in provincia di Roma, ad Ariccia, conta 500 dipendenti e ha come mercati di riferimento principali Italia e Spagna.

Esempio virtuoso e di successo di Made in Italy, nonostante la crisi che si è abbattuta sul nostro Paese e non solo, è riuscita a non fare licenziamenti, ma, anzi, a continuare a crescere di anno in anno, passando dai circa 37 milioni di fatturato del 2011 agli oltre 60 milioni dell’ultimo esercizio, aprendosi all’internazionalizzazione senza cedere alle sirene della delocalizzazione.

E per dare continuità e compimento al progetto imprenditoriale dei fondatori, a giugno il Ceo del Gruppo Dedem, Riccardo Rizzi, ha promosso un’operazione di management buy-out: i manager dell’azienda hanno acquisito il Gruppo dai fondatori della società, i cui eredi partecipano in qualità di azionisti di minoranza.

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