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Comuni: entrate crescono +0,2%, a 77.385 mln nel 2012

12 maggio 2014 | 15.26
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Roma, 12 mag. (Labitalia) - ''Per l'esercizio finanziario 2012 le entrate complessive accertate delle amministrazioni comunali sono stimate in 77.385 milioni di euro, in leggera crescita rispetto all'esercizio precedente (+0,2%). Le entrate correnti crescono del 5,1%, mentre quelle in conto capitale e le entrate per l'accensione di prestiti diminuiscono, rispettivamente, del 15,9% e del 10,4%''. E' quanto rileva l'Istat sui bilanci consuntivi delle amministrazioni comunali.

''Le entrate complessive riscosse sono pari a 75.004 milioni di euro, in crescita dell'1,4% rispetto al 2011. Le entrate correnti aumentano del 6,3%, mentre quelle in conto capitale e le entrate per l'accensione di prestiti si riducono, rispettivamente, del 13,9% e dell'8,1%'', continua l'Istat.

''L'incidenza delle entrate tributarie sul totale delle entrate correnti è pari al 61,3%, in forte crescita rispetto all'esercizio precedente (58,1% nel 2011). L'incidenza delle entrate extra-tributarie risulta stabile al 21,8%, quella di contributi e trasferimenti scende in misura significativa (16,9%, rispetto al 20,1% nel 2011)'', continua la nota.

''Si conferma la dinamica, rilevata anche nell'esercizio precedente, di riduzione dei trasferimenti, così come stabilito nella normativa nazionale, a favore di un maggior gettito delle entrate proprie.Nel 2012 il valore medio pro capite delle entrate correnti accertate è pari a 1.012 euro per abitante, 44 euro in più rispetto all'anno precedente'', prosegue l'Istat.

''Il valore stimato delle spese complessive impegnate dai comuni per l'anno 2012, pari a 75.281 milioni di euro, è in calo del 2,7% rispetto al 2011. Le spese per rimborso di prestiti e quelle correnti sono in crescita (rispettivamente +8,1% e +0,5%), mentre diminuiscono le spese in conto capitale (-18,6%) -continua l'Istat-.I pagamenti effettuati (73.708 milioni di euro) diminuiscono dell'1,2%, sintesi di una crescita rilevante delle spese per il rimborso di prestiti (+13,1%) ed una riduzione di quelle in conto capitale (-8,1%) e delle spese correnti (-1,0%)''.

''La quota più elevata delle spese correnti (il 52,9%) è destinata all'acquisto di beni e servizi (51,7% nel 2011), il 28,4% al personale (29,6% nell'esercizio precedente), mentre le altre spese assorbono la stessa quota del 2011 (18,7%)'', conclude la nota.

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