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Con fine sanzioni verso boom pil Iran, in prossimi 3 anni tra +5 e +5,5%

11 agosto 2015 | 17.22
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Un "guadagno di prosperità" di 13 miliardi di dollari: un +2,8% in più rispetto al dato attuale. Questo, secondo la Banca Mondiale, l'effetto della fine delle sanzioni internazionali sull'economia iraniana che, nei prossimi tre anni, dovrebbe far registrare una crescita del pil tra il 5 e il 5,5%, fino a 15 miliardi di dollari di ricavi per l'export di petrolio, ma anche una ripresa industriale dovuta ai nuovi scambi commerciali con Ue e Stati Uniti e tra 3 e 3,5 miliardi di dollari di investimenti esteri.

L'effetto più importante sarà il ritorno di Teheran sul mercato petrolifero, ma fondamentale sarà anche la ripresa dei rapporti commerciali con i paesi occidentali. Se all'inizio degli anni 2000, infatti, i paesi europei, in primis Germania, Francia e Italia, erano i principali partner commerciali dell'Iran, dopo le politiche di Ahmadinejad di "orientarsi verso oriente" e le successive sanzioni, questi sono stati superati da Cina, India, Corea del Sud, Turchia ed Emirati Arabi.

Le esportazioni verso l'occidente sono diminuite ulteriormente a seguito dell'inasprimento delle sanzioni nel 2012. Secondo il rapporto della Banca Mondiale, la perdita per le esportazioni iraniane è stata pari a 17,1 miliardi di dollari, circa il 13,5% delle esportazioni totali. In termini assoluti, il mercato europeo nel quale la perdita è stata maggiore è stato quello italiano, con 2,9 miliardi di export in meno nel biennio 2012-2014.

La Banca Mondiale ritiene poi che, oltre all'industria petrolifera, a beneficiare della riapertura degli scambi commerciali saranno in particolare il settore delle automobili e quello farmaceutico. Il settore delle autovetture comprende infatti le maggiori industrie del paese (Bahman Group, Iran Khodro e Saipa) e vale più del 10% del pil del paese. Dopo le sanzioni del 2012, la produzione di automobili è crollata da 1,6 milioni a 700 mila vetture. L'aspettativa è che il livello di produzione ritorni ai livelli pre-sanzioni in circa due anni. Anche il settore farmaceutico dovrebbe ben presto tornare ai livelli pre 2012, quando valeva oltre 2,5 miliardi di dollari.

Dal 2012, l'economia iraniana ha creato 200.000 posti di lavoro l'anno, ma, secondo la Banca Mondiale, nei prossimi cinque anni potrebbero diventare cinque milioni, con un tasso di disoccupazione al di sotto del 10%. Una crescita non impossibile, data la forte espansione della domanda di lavoro dovuta all'aumento dei consumi interni per le rendite petrolifere e la crescita dei settori ad alta intensità di lavoro come quello automobilistico, farmaceutico, dell'edilizia, del turismo e del settore terziario.

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