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Sostenibilità: con una 'casa dell'acqua' 200mila bottiglie e 9 t di CO2 in meno

04 dicembre 2015 | 12.35
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Un abbattimento delle emissioni di CO2 di oltre 73mila tonnellate all’anno: un risultato possibile se in ognuno degli oltre 8mila Comuni italiani ci fosse una casa dell’acqua. È la proiezione fatta da OroBlu point divisione di Gb.Com, azienda bresciana appartenente alla Bonazzoli Group specializzata nella realizzazione di case dell’acqua.

"A Parigi si parlerà, come giusto, di macroscenari e di azioni da intraprendere a livello globale - osserva Andrea Zennaro, responsabile commerciale di OroBlu point - ma è importante sapere e considerare le possibilità di fare qualcosa di veramente utile per l’ambiente anche nella nostra vita di tutti giorni. In questo senso le case dell’acqua sono un esempio di buone pratiche, sensibilizzando i cittadini al risparmio di plastica e di energia".

Gb.Com ha registrato nelle oltre 200 case dell’acqua realizzate e installate, in prevalenza nel Nord est, un prelievo medio annuo di 300mila litri, l’equivalente di 200mila bottiglie da 1,5 litri in Pet per le quali occorrono 1380 kg di CO2 per la produzione e 7800 kg per il trasporto.

"La diffusione delle case dell’acqua negli ultimi anni ha conosciuto una crescita molto marcata, pur con differenze significative fra Nord e Sud della Penisola - continua Zennaro - Guardate inizialmente con una certa dose di diffidenza, oggi sono entrate nel paesaggio urbano di tante realtà italiane. Basti pensare che nel maggio 2010 erano 213 e oggi, con 1300 unità, sono più che sestuplicate". In queste strutture, l'acqua subisce un processo di microfiltrazione e si pagano 5-8 centesimo al litro.

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